giovedì, 27 marzo 2008

Veltroni, Veltroni


Dopo l'incredibile video del PD di Milano sulle note di YMCA, ecco una nuova parodia di canzone per Veltroni.
Se i bravi piddini lombardi si sono ispirati alle comunità omosessuali statunitense, facendo venire i conati di vomito a parecchie persone, noi abbiamo voluto invece prendere spunto da un grande del varietà italiano, Ettore Petrolini, con il suo Gastone.

Veltroni, candidato dei padroni
Veltroni
Veltroni
Veltroni, candidi donne a profusione
Ma nelle basse posizioni
Veltroni
Veltroni
Sono sempre sulla pista
Al comune o alle primarie
Perché sono equilibrista
So domar le bestie rare
Vinco tutte le elezioni
Veltroni
Veltroni
Tante
Mi ripetono: Elegante!
Belli,
al  mio posto va Rutelli
Caro,
il mio amico Calearo
si presenta alle elezioni
insieme a Veltroni
Lo distingui più da Berlusconi?
Veltroni
Veltroni

(se volete deliziarvi con un vero artista, ecco il Gastone originale)

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categoria: humour, persone


sabato, 08 marzo 2008

Chi è causa del suo mal...


Alla convention del Pdl che ha aperto la campagna elettorale, Berlusconi ha strappato platealmente il programma del Partito democratico. Un gesto di cafonaggine inaudita, nella migliore tradizione berlusconiana, ma oltre a questo Gennaro Carotenuto si chiede se non sia anche un segno di nervosismo da parte del leader della destra. L'idea in sé non sarebbe da escludere, però è strano che Berlusconi si innervosisca proprio nei giorni in cui tutti gli istituti di sondaggi, da SWG a Euromedia a Demoskopea, segnalano un arresto, seppur lieve, della rimonta del Pd.
Quindi, anche se l'ipotesi del nervosismo per paura di una sconfitta è consolante, credo che non sia questo il motivo del gesto di Berlusconi, ma semplicemente una espressione del suo tipico modo di fare, che per quanto volgare e grossolano riesce a piacere a un buon numero di elettori, che apprezzano il modo di fare da uomo forte. Ai "democratici" piacerà anche pensare che con gesti simili una parte di elettorato moderato (o  di elettori di sinistra scettici nei confronti di Veltroni e compagni) si volgeranno verso il Pd per scongiurare una nuova vittoria di Berlusconi, ma ne dubito: se non è avvenuto nel 2001, e a momenti non avveniva nel 2006, è difficile credere che avverrà ora, dopo che le idee di grande coalizione sono state sdoganate da buona parte del centrosinistra.
Questo episodio, semmai, vale a dimostrare quanto avevo detto in precedenza, e cioè che la decisione del Pd di correre da solo ha mancato l'obiettivo di creare un clima migliore e "moderato" anche nel confronto tra le parti politiche. Il centrodestra, sotto Berlusconi, continua a fare del disprezzo dell'avversario il proprio vessillo, e se otterrà la maggioranza in entrambe le camere si comporterà di conseguenza, esattamente come nel 2001-2006. Se avverrà, i "democratici" non potranno che recriminare contro sé stessi.
postato da Skeight alle ore 20:37 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: varie, persone, partito democratico


giovedì, 24 gennaio 2008

Yesterday's mistakes

Adesso non resta che guardare avanti, in attesa di sapere se ci aspettano elezioni politiche o un governo istituzionale. Quale che sia la scelta, c’è una sinistra da ricostruire. Checché ne dica Veltroni, oggi una coalizione di centrosinistra sarebbe più facile, senza la zavorra dei ricattatori di Dini e Mastella. Le distanze tra Rifondazione e teodem restano abissali, ma almeno se compromessi dovranno esserci saranno tra due parti e non tra quindici, visto che quale che sia la prossima legge elettorale i piccoli partiti di sinistra dovranno federarsi per evitare di scomparire (ma sarebbero anche capaci di scomparire, pur di non cedere le loro piccole rendite di potere; speriamo in un minimo di illuminazione).

Comunque, per ricostruire, bisogna riconoscere gli errori passati. E di errori ne sono stati fatti tanti e da molti, sia nei contenuti politici sia nelle tattiche.

Il centrosinistra intero ha sbagliato, a inizio legislatura, a lanciarsi nella lottizzazione dei ruoli istituzionali. La presidenza del Senato, in particolare, avrebbe dovuto essere data ad un senatore del centrodestra (possibilmente non un estremista alla Calderoli), per due motivi: uno di rispetto istituzionale, perché anche se non ci piace la Cdl ha comunque avuto quasi lo stesso numero di voti dell’Unione, e anzi al Senato di più, e quindi, anche se loro non lo avevano fatto in passato, dargli una presidenza sarebbe stato un bel gesto per il paese; il secondo motivo è strategico, in una situazione di quasi parità dare la presidenza alla destra avrebbe significato un senatore in più per noi e uno in meno per loro. Stessa logica per la presidenza della Repubblica, che sarebbe stato meglio dare ad una personalità diversa (e anche più degna, come ad esempio Stefano Rodotà o perché non una donna, Tina Anselmi?), e non ad un senatore a vita come Napolitano. Ma i tre principali partiti non hanno voluto rinunciare a questi ruoli, e ora ne pagano le conseguenze.

Ovviamente il più colpevole in questo caso è Fausto Bertinotti, che insistendo per avere la presidenza della Camera di fatto ha depotenziato le legittime richieste di Rifondazione per il governo, con la conseguenza che il partito ha avuto solo un ministero, per di più con scarsi poteri, mentre l’Udeur con un quarto dei voti ha ottenuto la giustizia. Ma Rifondazione tutta è colpevole di non aver saputo promuovere la disciplina di partito. Certo, uno come Turigliatto che parla di coerenza ideale una volta eletto, ma prima non si sente incoerente a candidarsi insieme a Margherita e Udeur è indifedibile da ogni punto di vista, ma di chi è la colpa se non del partito che ha scelto i propri candidati, senza pensare al compromesso di coalizione che avevano accettato?

Altre colpe le ha la Margherita. Passi la candidatura di Dini, che del partito era uno dei fondatori, ma a che pro candidare Fisichella? Solo perché ha lasciato Alleanza Nazionale? E allora? Restava comunque un intellettuale di destra, per di più monarchico, era ovvio che non si sarebbe mai trovato in sintonia con un programma di centrosinistra, come si è dimostrato. La sua candidatura è stata un opportunismo che non ha fruttato in termini elettorali (come ovvio) e che oggi si mostra in tutta la sua negatività.

Non parliamo poi di Di Pietro, che si fa un vanto di non candidare indagati e condannati, ma intanto mette nelle sue liste un ex di Forza Italia (non esattamente un partito amante dell’onestà) che al primo sgarbo abbandona tutti e passa all’opposizione.

Restano i Ds, con Veltroni che riesce nel capolavoro di destabilizzare il centrosinistra e fornire l’assist a Mastella per abbandonare la maggioranza.

Ecco l'elenco dei principali errori di tattica. Se poi passiamo agli errori di contenuto sarebbe un altro papiro, ma penso che se ne sia dibattuto ampiamente, anche su questo blog, nei due anni di governo.

 

Possiamo aspettarci che non ci siano errori di questo genere, in futuro? Se ci sarà una seconda occasione, cosa che al momento è abbastanza in dubbio. Ma intanto su queste cose occorrerà riflettere.

postato da Skeight alle ore 20:11 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: persone, s-governo


venerdì, 18 gennaio 2008

Via Cuffaro

Che l'Italia non sia un paese normale è cosa nota, quindi non ci si dovrebbe stupire di nulla. Però la mancanza di logica stupisce ugualmente. Dico io, è logico che una persona condannata a cinque anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici possa dire tranquillamente che non si dimetterà dalla sua carica di presidente di una regione? Ok, può dirlo, ma di fronte ad una simile dimostrazione di spregio delle istituzioni (nonostante Cuffaro abbia detto prima della sentenza di rispettarle) può essere tollerato da un qualsivoglia governo? Se Cuffaro si rifiuta di dimettersi, e quindi di rendere operativa la sentenza, possibile che il governo non si muova per costringerlo a lasciare il suo incarico?

Aspettiamo che Cuffaro si dimetta spontaneamente. Se non lo farà, e ha detto che non lo farà, aspettiamo che il governo o chi per lui agisca per destituirlo dalla carica. Se il governo non lo farà, allora avremo la conferma ufficiale di ciò che in via ufficiosa tutti pensano da un bel pezzo, e cioè che in Italia la legge è carta igienica. E tra le altre cose, non sarebbe male se ministri e dirigenti dei partiti della cosiddetta sinistra radicale si attivassero per chiedere al governo di agire contro Cuffaro, se davvero vogliono dimostrare di essere dalla parte dei più deboli.

postato da Skeight alle ore 18:29 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: persone, s-governo


mercoledì, 16 gennaio 2008

Figuraccia internazionale?

Nell'allucinante TG1 di ieri sera, in cui il rifiuto del papa, spacciato per impedimento ad opera dei teppisti, ha occupato più spazio dell'emergenza di Napoli e in cui sin dal primo titolo i giornalisti hanno rinunciato anche solo alla parvenza di una imparzialità nell'informazione, tra gli altri ha parlato anche il direttore del Corriere della sera, Paolo Mieli, che ha preconizzato una gravissima figuraccia per l'Italia visto che il mondo parlerà di questo evento.

Ma davvero? Sono andato a guardare un po' di siti di importanti organi di informazione stranieri (esattamente alle 11.28 di oggi mercoledì 16 gennaio, a meno di 24 ore dal gran rifiuto), ed ecco i risultati:

Le Monde: nessun cenno alla notizia in prima pagina

Cnn: in prima pagina, anche se non come titolo principale, un link ad un articolo in cui si nota che è incredibile che il papa cancelli la visita per le proteste di alcuni studenti e professori, dopo aver compiuto l’anno scorso un controverso viaggio in Turchia

Bbc:  in prima pagina, anche se non come titolo principale, un link ad un articolo che descrive la notizia e mette in evidenza il commento di un tale Stefano di Cuneo che dice “E’ una buona cosa che qualcuno in Italia abbia il coraggio di dire di no al papa”

El Pais: notizia molto secondaria (in prima pagina niente, link senza immagini nella sezione Internacional)

Insomma, non sembra che si dia così tanto peso alla notizia. Paolo Mieli e i tanti teocon e teodem si devono ricredere.

postato da Skeight alle ore 10:43 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: religione, persone


giovedì, 27 dicembre 2007

L'Inno dei Liberaldemocratici

Fatece largo che passamo noi

Sti senatori de la City bella

Semo vecchietti fatti cor pennello

E li industriali famo innamorà

E li industriali famo innamorà

 

Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta

Se Prodi ha messo la fiducia

E noi je dimo, e noi je famo

La tu’ fiducia non la votamo

Ma però noi semo quei

Che j’arisponnemo ‘n coro

È mejo er lider de la Brambilla

Che questa zozza sinistrà

 

Ce piacciono i cococo

Li steig ed i precari

Perché non han tutela

Non so’ come gli operai

La società de li padroni

La società de la gioventù

A noi ce piace lu mercato

Non ce piace questo uelfàààr

Portace er protocollo

Che noi l’approvamo

E poi j’arisponnemo

“Embè, embè, che c’è?”

E quando Prodi embè

Con noi si rode embè

Rifondazione embè

Ci fa un ficozzo embè

Per farla corta, per farla breve

Chiamiamo Silvio e portaci da beve, da beve, da beve

Zazà!

postato da Skeight alle ore 09:27 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: persone, riforme


martedì, 27 novembre 2007

Convergenze leaderistiche


Dall'incontro tra Fini e Veltroni è uscito fuori che i due leader hanno opinioni convergenti su alcune tematiche.
Premesso che è sempre positivo che su questioni riguardanti argomenti istituzionali si trovino consensi che vadano oltre gli ambiti di coalizione, comunque occorre giudicare le proposte concrete.

Innanzitutto c'è accordo sulla modifica dei regolamenti parlamentari. Non mi pare ci siano dettagli maggiori in proposito, quindi c'è poco da valutare: i regolamenti attuali sono sicuramente pieni di difetti e non aiutano il parlamento ad avere credibilità, ma è anche vero che le modifiche potrebbero benissimo essere peggiorative. Si vedrà, ma intanto sembra che l'obiettivo di queste modifiche sia di impedire la nascita di partitelli che non si sono presentati alle elezioni: se nella pratica questo vorrà dire limitare il mandato dei parlamentari e legarlo alla volontà dei partiti, allorà non sarà nulla di buono (anche se una simile limitazione è già di per sé incostituzionale, quindi difficile che avvenga: resta quindi il dubbio di cosa si voglia modificare in concreto).
Il pacchetto di riforme a cui Alleanza nazionale ha dato il via libera prevede la riduzione del numero dei parlamentari, di cui ho già parlato in un precedente post di cui riconfermo il contenuto: buona idea, purché fatta con raziocinio. Ma su questo penso che si possa essere ottimisti.
Un po' meno sulla questione del bicameralismo. L'obiettivo di base è giusto e anche logico, due camere con poteri esattamente uguali (ma con base elettorale diversa) non hanno senso. Il modello del rapporto fiduciario con la camera bassa e la camera alta con competenze sulle politiche locali è quello adottato in quasi tutta Europa, e certo sarebbe positivo importarlo in Italia, purché in maniera seria e senza pasticci.
La questione veramente spinosa è quella dei maggiori poteri al premier. Già in linea di principio è preoccupante che si parli di aumentare i poteri di un organo senza affrontare la questione, cruciale in una democrazia, di come bilanciarli: anche se in misura minore rispetto ad altri paesi europei, l'Italia già dagli anni Novanta ha visto aumentare i poteri dell'esecutivo, un forte aumento ulteriore rischierebbe di causare distorsioni inaccettabili. Ma a parte questo, pensare che basti dare più poteri formali al presidente del consiglio per scongiurare l'instabilità e l'inefficacia del governo è pia illusione, finché ci saranno governi di coalizione che comprendono moltissimi partiti, tutti necessari per avere consenso in parlamento. Per superare questo scoglio e dare potere reale all'esecutivo i metodi sono due: o aumentargli i poteri in maniera tale da esautorare totalmente il parlamento, ma è ovviamente impossibile in democrazia, o fare una nuova legge elettorale che elimini tutti i partitini. Peccato che è proprio sulla legge elettorale che manchi l'accordo tra i due leader.

Insomma, queste riforme su cui si sta trovando convergenza presentano alcuni aspetti positivi, che dipendono però dal modo di applicazione, ma anche aspetti decisamente negativi su cui pesa una certa ambiguità. Più in generale le proposte sui poteri dell'esecutivo e del premier in particolare sembrano mirare ad un obiettivo di personalizzazione della politica, che sicuramente trova d'accordo due aspiranti leader come Fini e Veltroni.
postato da Skeight alle ore 12:46 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: persone, riforme, politologia


venerdì, 23 novembre 2007

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categoria: persone, s-governo


mercoledì, 14 novembre 2007

Ulivieri for president


L'artificio retorico più usato da Beppe Grillo è quello di far notare il suo essere comico. "Possibile che in Italia ci voglia un comico per dire queste cose?!"
Però c'è anche chi non indulge in simili autocompiacimenti e si limita a dire quello che pensa, e lo dice benissimo. E' il caso dell'allenatore della Reggina, Renzo Ulivieri, che, intervistato da Repubblica Tv ieri sui drammatici eventi semi-calcistici, ha fatto un discorso bellissimo e condivisibile. Ecco il link del video, l'intervento di Ulivieri inizia più o meno dal minuto 08.30. L'ho ascoltato oggi (grazie alla segnalazione di mio fratello) e mi chiedo perché cose così non si possano ascoltare dai politici, da persone il cui mestiere sarebbe proprio dire cose come queste e agire di conseguenza.
postato da Skeight alle ore 20:06 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: persone


sabato, 27 ottobre 2007

Solidarietà a Dacia Valent e Cloroalclero

- Dacia Valent sfrattata di casa I / II / III / IV

- Scritte sotto casa di Cloroalclero

- Attentato a casa di Cloroalclero / (post di Dacia Valent sull'argomento)

Penso che i racconti in prima persone delle protagoniste di questa vicenda dicano tutto. Le occasioni in cui concordo con quanto detto da Cloro, e soprattutto dalla Valent, si contano sulle dita di una mano. Ma oggi non importa, quello che conta è che due compagne sono sottoposte ad un trattamento inaccettabile, per via del loro impegno politico. Non lo accetterei per un avversario ideologico, figuriamoci per loro. Quindi massima solidarietà a Dacia Valent e Cloroalclero, e spero che quanti più blogger (oltre a quelli che già da molti giorni si sono attivati) facciano altrettanto.

postato da Skeight alle ore 20:53 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: diritti, persone, kilombo


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