mercoledì, 09 aprile 2008

Intervista

Avrei voluto scrivere un post più completo sui motivi per cui voterò Sinistra arcobaleno, ma ora non ce n'è bisogno. Un blogger del Pd, Giusco, mi ha infatti chiesto un'intervista sull'argomento, che io gli ho rilasciato con piacere. Per questo rimando al suo blog, in particolare a questo articolo, per leggere il mio punto di vista.
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categoria: idee, partito democratico, sinistra unita


sabato, 08 marzo 2008

Chi è causa del suo mal...


Alla convention del Pdl che ha aperto la campagna elettorale, Berlusconi ha strappato platealmente il programma del Partito democratico. Un gesto di cafonaggine inaudita, nella migliore tradizione berlusconiana, ma oltre a questo Gennaro Carotenuto si chiede se non sia anche un segno di nervosismo da parte del leader della destra. L'idea in sé non sarebbe da escludere, però è strano che Berlusconi si innervosisca proprio nei giorni in cui tutti gli istituti di sondaggi, da SWG a Euromedia a Demoskopea, segnalano un arresto, seppur lieve, della rimonta del Pd.
Quindi, anche se l'ipotesi del nervosismo per paura di una sconfitta è consolante, credo che non sia questo il motivo del gesto di Berlusconi, ma semplicemente una espressione del suo tipico modo di fare, che per quanto volgare e grossolano riesce a piacere a un buon numero di elettori, che apprezzano il modo di fare da uomo forte. Ai "democratici" piacerà anche pensare che con gesti simili una parte di elettorato moderato (o  di elettori di sinistra scettici nei confronti di Veltroni e compagni) si volgeranno verso il Pd per scongiurare una nuova vittoria di Berlusconi, ma ne dubito: se non è avvenuto nel 2001, e a momenti non avveniva nel 2006, è difficile credere che avverrà ora, dopo che le idee di grande coalizione sono state sdoganate da buona parte del centrosinistra.
Questo episodio, semmai, vale a dimostrare quanto avevo detto in precedenza, e cioè che la decisione del Pd di correre da solo ha mancato l'obiettivo di creare un clima migliore e "moderato" anche nel confronto tra le parti politiche. Il centrodestra, sotto Berlusconi, continua a fare del disprezzo dell'avversario il proprio vessillo, e se otterrà la maggioranza in entrambe le camere si comporterà di conseguenza, esattamente come nel 2001-2006. Se avverrà, i "democratici" non potranno che recriminare contro sé stessi.
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categoria: varie, persone, partito democratico


domenica, 02 marzo 2008

Domanda su Kilombo

Senza volontà di epurazioni o altra robaccia simile, semplicemente per fare chiarezza: ma se Veltroni nega che il PD sia un partito di sinistra, i blogger che aderiscono al Partito Democratico e approvano questa sua dichiarazione non dovrebbero uscire da un aggregatore che, stando agli articoli 2 e 8 della sua Carta, prevede la condivisione dei valori tradizionali della sinistra come requisito per farne parte?
postato da Skeight alle ore 15:04 | Permalink | commenti (31) / commenti (31) (pop-up)
categoria: partito democratico, kilombo


mercoledì, 27 febbraio 2008

Verso destra


Anche se la parola d’ordine di Veltroni al momento è “Cambiamento”, sulla falsariga della campagna di Barack Obama negli Usa, l’obiettivo primario del leader del Partito Democratico è quello di presentarsi come una personalità moderata ed affidabile, e anche in questo senso va la decisione di correre quasi da soli, rinunciando all’alleanza con la sinistra radicale. A questa decisione molti attribuiscono un altro effetto positivo, e cioè il rimescolamento del centrodestra, da cui si sono staccati sia Storace che Casini. Sembrerebbe, insomma, che Veltroni stia ripercorrendo il tentativo di Clinton degli anni Novanta, e cioè quello di portare i democratici su posizioni moderate per costringere gli avversari repubblicani a fare altrettanto, in modo che la competizione elettorale diventasse tra due partiti moderati e rispettosi l’uno dell’altro.

Questo in teoria, è noto che, nonostante le due vittorie elettorali (dovute soprattutto al terzo incomodo Ross Perot), Clinton non è riuscito a ricostruire una solida base elettorale per i democratici, e i repubblicani sono tornati al potere nel Congresso prima e alla Casa Bianca poi con un netto spostamento a destra delle loro politiche, prima nell’ambito dell’ordine pubblico e poi con i richiami ai valori della destra religiosa e conservatrice. C’è il rischio che qualcosa di simile avvenga anche in Italia?

La mia sensazione è che stia già avvenendo, e che la decisione di Veltroni, lungi dal tarpare le ali estreme in favore del moderatismo stia portando semplicemente ad un netto spostamento a destra del panorama politico. A cominciare dal Partito Democratico: nonostante alcune candidature simboliche e le dichiarazioni veltroniane sulla precarietà, la maggior parte delle scelte per le liste e le proposte programmatiche rese note sinora dimostrano che il Pd punta nettamente al centro, con l’evidente obiettivo di conquistare l’elettorato moderato (e una parte di elettori berlusconiani, che “valgono doppio” nella competizione), ricorrendo al carisma veltroniano per non rimanere scoperti a sinistra. Questo per quanto riguarda i problemi inerenti l’economia e lo stato sociale, mentre sull’ordine pubblico Veltroni riconferma la sua visione securitaria che rincorre le posizioni di Bossi e Fini, ultima dimostrazione le dichiarazioni demagogiche sulla castrazione chimica per i pedofili.

Nel campo avversario, il distacco sia dell’Udc che della Destra sembrerebbe rendere immobile, da un punto di vista ideologico, la Casa (ora Popolo) delle libertà, ma di fatto non è così. L’abbandono di Storace non spinge verso posizioni più moderate il centrodestra, perché è noto che posizioni estremiste quanto quelle dei neofascisti sono presenti massicciamente nella Lega Nord in materia di immigrazione, sicurezza, protezionismo e proibizionismo, senza contare che personalità estremiste si trovano anche in Forza Italia e, seppure ora meno, in Alleanza Nazionale. Per non parlare poi del disprezzo verso i valori della costituzione e dell’antifascismo che accomunano tutto il centrodestra. Con Storace l’unica cosa che scompare dal Pdl sono i valori della destra sociale, e cioè gli unici elementi “di sinistra” del neofascismo.

Questi sono i motivi per cui parlo di svolta a destra nel panorama politico, nonché i motivi per cui, pur ritenendo Veltroni migliore di Berlusconi, voterò per la Sinistra Arcobaleno, perché ritengo che un simile spostamento ideologico sia pericoloso, non auspicabile, e da contrastare.

postato da Skeight alle ore 19:40 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: idee, partito democratico, politologia


domenica, 10 febbraio 2008

A livello locale

In un post precedente mi auguravo che sinistra e Pd, liberi dalle zavorre di Dini e Mastella, si coalizzassero nuovamente. Non è andata così, Veltroni ha confermato la decisione di affrontare le elezioni da solo, nonostante l'attuale sistema elettorale. La sinistra ha dovuto prenderne atto (anche se il modo in cui ha cercato di far cambiare idea ai democratici è stato abbastanza desolante, sembrava che li stessero implorando), e ora ci si appresta a fare campagne elettorali separate. Di questo se ne parlerà abbondantemente nei prossimi giorni, anche su questo blog, ma ora è su altro che voglio soffermarmi.
Al momento, il centrosinistra nella sua forma decennale governa  in tredici regioni (escludo la Toscana dove Rifondazione è all'opposizione) e in un gran numero di città, capoluoghi e non. Queste esperienze di governo in alcuni casi sono fallimentari (Campania, Calabria), ma in altri sono relativamente soddisfacenti o anche di buon livello, e spesso casi dimostrano che, in presenza di vincoli istituzionali contro i ribaltoni, le coalizioni di centrosinistra riescono ad essere stabili senza per questo essere immobiliste; in alcuni casi coalizioni di centrosinistra hanno anche approvato politiche molto innovative.
Insomma, il centrosinistra, nonostante tutti i suoi innegabili difetti, e la debolezza a livello nazionale, ha comunque creato una tradizione che probabilmente non può essere definita di buongoverno (viste le grandi oscillazioni da un caso all'altro), ma che ha comunque un saldo positivo. Veltroni è intenzionato a disperdere questo patrimonio?
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categoria: partito democratico, sinistra unita


mercoledì, 05 dicembre 2007

Contro la deriva


Le dichiarazioni trevigiane della Lega rappresentano un salto di qualità nella campagna xenofoba delle ultime settimane, ed è purtroppo nel senso che tutti i difensori dei diritti umani temevano: lo sdoganamento dei metodi nazisti. In questo il leghista Bettio fa da avanguardia, visto che al di fuori del partito di Bossi nessuno sano di mente si sognerebbe di giocarsi la carriera politica dicendo cose così pesanti, ma intanto il messaggio è passato: contro gli stranieri, in particolare contro i rom, non esistono mezzi illeciti per far rispettare l'ordine pubblico e garantire la sicurezza. Erano catastrofisti quelli che temevano una nuova soluzione finale, non più ai danni degli ebrei ma degli zingari? Forse sì, ma le ignobili frasi della Lega dimostrano che è meglio essere allarmisti oggi che spettatori increduli domani. La Tribuna di Treviso ha sottolineato con stupore la mancanza di proteste contro la notizia, e questo ci può scandalizzare, ma non stupire: le dichiarazioni di Bettio hanno una lunga storia alle spalle, una storia di sparate sempre più grette e razziste, sempre seguite da regolare smentita o "sono stato frainteso", ma dopo che il messaggio era passato, il tutto in un clima in cui ogni dichiarazione, per quanto nauseante, riesce a trovare se non legittimità almeno tolleranza. E allora il governo dovrebbe muoversi e far capire che ci sono dei confini, che non si può pensare di dire quello che si vuole senza assumersene la responsabilità, sicuri di farla franca.
Leggo che la comunità ebraica vuole querelare Bettio, e che la procura di Treviso ha aperto un fascicolo. Che si vada al processo, e che il governo si costituisca parte civile , visto che dichiarazioni come quelle leghiste vanno a ledere  sia i principi della costituzione sia le regole del vivere  associato su cui ogni stato si fonda. Non è questione di ottenere un risarcimento o altro, né di fare propaganda (con il clima che si respira in Italia in questi giorni, non si otterrebbero grandi simpatie con un gesto simile) ma di mandare un segnale vero e concreto contro la deriva xenofoba. In fondo, se stanno spendendo tante energie sulla battaglia per la moratoria sulla pena di morte a maggior ragione dovrebbero impegnarsi contro la recrudescenza nazista.
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categoria: idee, partito democratico


mercoledì, 10 ottobre 2007

Le primarie del Pd


Suppongo che molti si siano già fatti questa domanda, ma la pongo lo stesso a tutti voi, perché sono fortemente indeciso: quelli che, come me, non si rinoscono nel Partito Democratico né lo voterebbero mai, dovrebbero andare a votare alle primarie del 14 ottobre? E se sì, per chi sarebbe meglio votare?
Istintivamente, alla prima domanda risponderei di no. Non è molto corretto votare per decidere il leader di un partito a cui comunque non si darà mai la preferenza, e in più non mi piace l'idea di di contribuire, con il mio voto, il mio euro e la mia dichiarazione di partecipazione, a costruire l'aura di autorevolezza e legittimità del PD. Però...
Però poi penso che, anche stando ai sondaggi più pessimisti, il PD non scende comunque sotto il 25%, mentre nei sondaggi più ottimisti l'ipotetico partito della sinistra unita non supera il 15%. Anche se nel lungo periodo mi auguro una inversione di tendenza, è indubbio che negli anni a venire la sinistra per influenzare le politiche italiane dovrà comunque cercare l'alleanza con i "democratici". Stando così le cose, per me che spero nella costruzione di un soggetto unitario della sinistra radicale, è importante che nel Pd risultino maggioritarie le posizioni di chi non vuole rompere a sinistra. Invece sappiamo bene che almeno due dei candidati principali (Veltroni e Letta) propugnano apertamente la ricerca di nuove alleanza, ovviamente con l'Udc, per scaricare Verdi e Comunisti. Vero è che il modo migliore per bloccare questi tentativi è votare massicciamente a sinistra nelle elezioni vere (amministrative ed europee), ma si tratta comunque di un voto che non può essere dato in bianco (i partiti di sinistra devono dimostrare di meritarselo, non soltanto con la testimonianza), o almeno, io non lo darei soltanto per frenare la deriva centrista del Pd. Quindi, con queste premesse, l'idea di contribuire alle primarie mi sembra più accettabile, e forse anche utile.
Detto questo, si pone il problema di chi votare. Veltroni e Letta sicuramente no. La Bindi è più incline a mantenere l'alleanza del 2006, ma sinceramente le divergenze ideologiche sono davvero forti, anche se comunque lo stesso vale per gli altri due. Adinolfi? E' una possibilità, anche se mi sembra un voto buttato.
Insomma, nel dubbio rivolgo le due domande di sopra a chi passa per il mio blog,
postato da Skeight alle ore 12:40 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
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