domenica, 02 marzo 2008

Domanda su Kilombo

Senza volontà di epurazioni o altra robaccia simile, semplicemente per fare chiarezza: ma se Veltroni nega che il PD sia un partito di sinistra, i blogger che aderiscono al Partito Democratico e approvano questa sua dichiarazione non dovrebbero uscire da un aggregatore che, stando agli articoli 2 e 8 della sua Carta, prevede la condivisione dei valori tradizionali della sinistra come requisito per farne parte?
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categoria: partito democratico, kilombo


giovedì, 01 novembre 2007

Dimissioni


Due cose:
1. Valerio Pieroni, sul caso di giornalettismo ha millantato di avere l'appoggio di tutta la redazione. Così non è, è giusto che si sappia
2. Questo è solo l'ultimo caso di quell'esperimento alla deriva che è Kilombo. Ormai siamo al gioco al massacro. Mi piacerebbe poter puntare l'indice e dire di qualcuno: "è colpa sua", ma purtroppo così non è. Le responsabilità sono diffuse, e tutti hanno un pezzettino di torto: i promotori del manifesto  di kilombo slow che non hanno saputo difendere le proprie ragioni e hanno dato l'impressione di volere imporre le proprie idee, i blogger che dopo non aver fatto niente per KS subito si sono lanciati a gridare al golpe, la redazione che non ha saputo trovare un accordo né ha saputo agire con la dovuta celerità nelle questioni tecniche. Ed essendo io un redattore, una buona quota di responsabilità è pure mia, perché non ho saputo arginare questi problemi e forse li ho anche acuiti, né sono riuscito a mantenere un buon livello di comunicazione tra collettivo e redazione.
Di conseguenza, preso atto dei miei scarsi risultati personali, del fallimento della redazione in cui sono stato entrato, e della delegittimazione di quella attuale (in cui solo un redattore è stato eletto, Michele (Grandangolo) e tutti gli altri sono non eletti recuperati in seguito alle dimissioni altrui), ritengo di dover dare le mie dimissioni. Essendo in questi giorni Michele non reperibile su internet, le sospendo per tre giorni, il tempo di farlo tornare, dopo di che saranno operative e mi farò cancellare dalla mailing list della redazione. Chiedo scusa a chi mi ha votato per non essere stato all'altezza del compito.

Detto questo, una riflessione su Kilombo: quando sono arrivato, forse lo concepivo come una vetrina, ma non per mettere in mostra il mio blog (o meglio, anche, ma non era la cosa più importante) ma per entrare in contatto con altri blogger e fare rete. In seguito ho iniziato a interessarmi di più alle vicende kilombiste, fino a candidarmi per la redazione. Gli eventi di questi giorni mi fanno riflettere: non dico che il torto sia distribuito equamente a metà fra i litiganti, sicuramente qualcuno è più responsabile di altri (ma non chiedetemi chi, perché non lo saprei dire). Tuttavia, nel complesso tutto ciò dimostra che i progetti avanzati in passato erano troppo ambiziosi: Kilombo non è in grado di perseguire un disegno politico. Cosa può essere allora? Per forza una vetrina? O un agora informale, dove ognuno può cercare i blog che gli interessano, leggerli, commentarli, fare rete di persona e non tramite l'istituzionalizzazione dell'idea?
Quest'ultIma opzione mi sembra al momento la migliore realizzabile. Quindi, per quanto mi riguarda, torno alle origini e ricomincio da capo.
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categoria: kilombo


sabato, 27 ottobre 2007

Solidarietà a Dacia Valent e Cloroalclero

- Dacia Valent sfrattata di casa I / II / III / IV

- Scritte sotto casa di Cloroalclero

- Attentato a casa di Cloroalclero / (post di Dacia Valent sull'argomento)

Penso che i racconti in prima persone delle protagoniste di questa vicenda dicano tutto. Le occasioni in cui concordo con quanto detto da Cloro, e soprattutto dalla Valent, si contano sulle dita di una mano. Ma oggi non importa, quello che conta è che due compagne sono sottoposte ad un trattamento inaccettabile, per via del loro impegno politico. Non lo accetterei per un avversario ideologico, figuriamoci per loro. Quindi massima solidarietà a Dacia Valent e Cloroalclero, e spero che quanti più blogger (oltre a quelli che già da molti giorni si sono attivati) facciano altrettanto.

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categoria: diritti, persone, kilombo


giovedì, 20 settembre 2007

Un voto incoraggiante

Le votazioni di settembre su Kilombo sono terminate, e guardando i risultati si può dare qualche opinione sulla situazione dell'aggregatore. Non vorrei peccare di ottimismo, ma le indicazioni che emergono dal voto sono positive e confortanti.

Iniziamo dalla questione più controversa che ha tenuto banco recentemente: il voto sull'espulsione del blogger Valerio Pieroni. L'espulsione è stata respinta, e anche se i voti per allontanare il Pieroni da Kilombo sono stati numerosi, comunque la vittoria del no è netta. Questo non impedirà a chi ha sostenuto che Kilombo è piena di fascisti di continuare a ripeterlo ossessivamente, ma è la dimostrazione che Kilombo (che non è una oligarchia o un ufficio di redazione, ma la totalità dei suoi iscritti) è in misura maggioritaria tollerante ed aperta alle differenze e al dibattito.

Una dimostrazione di questa apertura è data anche dal voto sulla modifica della Carta. La proposta di KorvoRosso, Supramonte e Tisbe è stata approvata in maniera quasi trionfate, con il 76,6% dei voti espressi. Tra le varie modifiche presenti nella loro proposta c'è anche quella che garantisce ai meta-post controversi non la cancellazione ma lo spostamento in una zona apposita. Su questa idea ci sono state perplessità, anche da parte mia, ma quello che mi preme far notare che questa decisione, sempre nel senso della massima tolleranza possibile, ha ottenuto il consenso della grande maggioranza dei votanti, e anche in questo caso i censori della Kilombo fascista dovrebbero riflettere su ciò che dicono.

Non è stata invece approvata la riforma della Carta proposta da KarlettoMarx. C'è anche da dire che, qualora fosse stata approvata, non sarebbe cambiato assolutamente niente, visto che il testo di quel fantomatico articolo 11 era pura aria fritta, ma il fatto che non abbia raggiunto i due terzi dei voti necessari è comunque una cosa positiva, che evita una banalizzazione della Carta.

Arriviamo così alle elezioni redazionali, in cui erano presenti molti dei blogger sopraccitati: Pieroni, Korvo, Karletto. KorvoRosso è stato eletto con un grande numero di voti, gli altri due invece no. Valerio Pieroni, nella campagna elettorale, ha cercato di capitalizzare il vittimismo che gli veniva dal voto sull'espulsione, ma a quanto pare non ha avuto successo: questa è una dimostrazione di maturità dei kilombisti. La sconfitta di KarlettoMarx sta a indicare che la maggior parte degli iscritti non ha gradito il suo atteggiamento conflittuale ed aggressivo nelle vicende kilombiste. Dall'altro lato, la rielezione della redattrice Samie dimostra che, nonostante alcuni recenti errori ed inefficienze dovuti al bailamme di dimissioni ed ingressi e al comportamento di Karletto, comunque la redazione attuale gode di un po' di fiducia.

Certo non è tutto rose e fiori: la partecipazione al voto resta molto bassa, e comunque la rielezione di Samie è sì segno di stima nei suoi confronti, ma ci fa ricordare anche che la sua seconda candidatura deriva dalla mancanza di altre donne candidate. Tuttavia, sono problemi che potranno essere superati, se si riusciranno ad evitare certe diatribe sterili del passato. Questo è un pio desiderio, perché ho il forte timore che nuove diatribe sterili siano già dietro l'angolo, ma comunque il voto mi fa essere più ottimista che pessimista.

P.S. Comunque, se quelli che cianciavano di epurazione e di fascisti in Kilombo dovessero ammettere di aver cannato alla grande, fatemelo sapere

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categoria: kilombo


sabato, 08 settembre 2007

Pieroni, la Mezzaluna, Kilombo

A marzo di questo anno, quando Kilombo ha vinto il premio Mezzaluna d'oro della IADL, due iscritti all'aggregatore hanno chiesto che l'aggregatore rifiutasse l'onorificenza, a causa di una supposta natura ambigua dell'associazione e altri motivi. Al di là della correttezza o meno di queste motivazioni, soltanto due blogger si erano mossi in questa direzione, in seguito sono stati appoggiati da altri (pur restando minoritari), ma la redazione decise di indire una votazione sulla base delle lamentele di due blogger,  e continuo ad insistere sul numero due. Ai tempi la cosa mi sembrò eccessiva, scrissi anche un post in materia, non credevo si potessero fare voti ogni volta che pochissimi ponevano un problema, ma a quanto pare l'orientamento di Kilombo era diverso: meglio ascoltare tutti, anche quando sono pochissimi, invece di ignorare. Può portare a rallentamenti, litigi, disfunzioni, ma si è deciso di privilegiare il dibattito pubblico.
Recentemente, più di due blogger si sono lamentati dell'utente Valerio Pieroni. La redazione ha deciso, sulla base delle loro lamentele, di indire una votazione per decidere se espellerlo o meno, e sia chiaro che a Pieroni è e sarà garantita la possibilità di difendersi e spiegare le sue ragioni (cosa che può fare benissimo, e infatti lo fa, a prescindere da noi), visto che la redazione, in questa storia, non prende parte a favore o contro. Allora mi chiedo perché si scrive che vogliamo trasformare Kilombo in un gulag, perché tutti parlano di epurazione, perché mi spediscono mail (soprattutto per contestare, alcuni anche per approvare l'espulsione). Come se la decisione di mettere ai voti equivalesse all'espulsione; come se non fosse noto che ci vogliono due terzi dei voti per espellere un utente dall'aggregatore; come se tutti dessero per scontato che la redazione, siccome ha accettato di indire il voto, vuole per forza cacciare Pieroni, mentre molti dovrebbero ricordare che ai tempi del premio IADL la redazione che indisse il voto era a maggioranza a favore per ricevere il premio.
In poche parole: se c'è un "problema Pieroni" o meno non lo decide la redazione. Se c'è qualcuno che si lamenta, ci sarà spazio per una discussione pubblica, come in questi giorni. Pensate sia sbagliato? Pensate sia eccessivo? Pensate che questo possa portare ad eccessi? Possibile che sia così; ma se vi mettete a cianciare di gulag e di scarsa democrazia, allora mi sembra che stiamo parlando di due posti diversi
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lunedì, 18 giugno 2007

Elezioni di Kilombo

Complimenti a Jaco, Titollo e Spartacus per la vittoria. Sono convinto che con loro la redazione svolgerà un ottimo lavoro.
E per quanto mi riguarda... ero sicuro di non vincere, ma non mi aspettavo di avere ben 12 voti. Che detto così non sembra tanto, ma corrispondono al 10% dei voti (!) complice il solito astensionismo kilombista... Ma più che i voti mi hanno fatto piacere gli attestati di stima che ho ricevuto da tanti compagni, da alcuni dei quali non me lo aspettavo proprio. A prescindere dalla vittoria o meno, è questo che fa venir voglia di continuare ad impegnarsi per Kilombo. E quindi buon lavoro ai nuovi eletti, e grazie a tutti quelli che mi hanno votato^^
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giovedì, 07 giugno 2007

Kilombo again


I giorni utili per la campagna elettorale stanno terminando, quindi è tempo di tornare sull’argomento, e andare al sodo, scrivendo qualche valido motivo per cui varrebbe la pena di votarmi.

Quali sono i compiti della redazione? L’art. 6 della Carta di Kilombo li elenca minuziosamente:

-         “Compito della redazione è sovrintendere al rispetto delle “Regole per metapostare”, uniformare l’aspetto grafico dei meta-post, spostare i meta-post nelle rubriche tematiche corrette in caso di errore, coordinare e mettere in opera le decisioni collettive e le votazioni”. Questioni tecniche che non richiedono particolare abilità, quello che però posso offrire è una presenza abbastanza costante, visto che per motivi di studio uso parecchio il pc e internet, e quindi non avrei problemi a monitorare con regolarità il sito.

-         “rimuovere i meta-post estranei allo spirito e alle finalità di Kilombo (artt. 2 e 10)”. Argomento scottante alla luce dei recenti avvenimenti. Come ho già detto, ho votato sì all’espulsione di KarlettoMarx, e posso dire che, se sarò eletto redattore, non esiterò a proporre questa misura per chi utilizzasse gli stessi toni offensivi e lo stesso rifiuto del dialogo. Però, per l’appunto, ne farei una questione di netiquette. Nel caso in cui al centro del contendere ci siano i contenuti dei meta-post, mi opporrò alla rimozione se l’estraneità allo spirito non è palese, dichiarata e lampante (come potrebbe essere l’esaltazione della guerra come igiene del mondo o cose simili). Laddove c’è ambiguità, penso che non sia dovuta solo al fatto che l’autore è ambiguo, ma che anche l’argomento si presta a posizioni incerte e liminali, e in questi casi meglio discutere piuttosto che rimuovere.

-         “La redazione avrà inoltre il compito di designare, all’interno del collettivo degli aderenti, un webmaster con uno o più aiutanti, il cui compito sarà quello di attendere alla gestione tecnica del sito ed ottimizzarne le prestazioni”. Qua poco da dire, mi affido alle conoscenze altrui visto che non conosco le competenze tecniche degli altri iscritti (conosco solo le mie, che sono inesistenti). Certo Kilombo ha bisogno di un po’ di miglioramenti tecnici per migliorarne la fruizione, anche da parte degli utenti esterni, ad esempio inserire una seconda colonna dove inserire l’elenco degli articoli con il maggior numero di valutazioni positive, o gli ultimi articoli divisi per categoria (e le categorie sono un’altra cosa che andrebbe modificata molto, magari sdoppiandole tra categorie di argomenti – Sinistre, Italia, Religione, Mondo, Culture – e categorie di forma – Audio, Video, Articolo, Intervista, ecc). Comunque queste son proposte che avanzerei anche senza essere eletto, quindi andiamo oltre.

-         “La redazione potrà infine proporre all’unanimità di emendare la presente Carta, sottoponendo al voto del collettivo le eventuali modifiche”. Al momento direi che la Carta non ha bisogno di grandi modifiche, anche se io personalmente all’art. 2 tra i valori aggiungerei la partecipazione (sull’antifascismo mi trovo in accordo con la formulazione raggiunta)

-         Art. 8: “La redazione si riserva la possibilità di rifiutare la richiesta di iscrizione per i casi di blog i cui contenuti violino palesemente i principi generali di questa Carta (artt. 2, 3 e 10) o i limiti previsti dalla legge. Nel caso in cui la richiesta d’adesione presenti i citati problemi d’incompatibilità, la redazione può rifiutare la richiesta d’iscrizione con maggioranza di due terzi dei propri membri”. Anche in questo caso, come nel caso della rimozione dei meta-post, se sarò eletto redattore la mia condotta sarà improntata alla massima elasticità.

 
Questo per quanto riguarda i doveri di redattore. Ora vorrei dire la mia su alcuni dei punti di discussione messi al centro da Tisbe:

1)      Sono per la incompatibilità a ricoprire più cariche contemporaneamente, siano esse cariche multiple all’interno di Kilombo o, soprattutto, cariche politiche esterne. È importante che l’attività di Kilombo non corra il rischio di essere piegata a fini altrui.

2)      L’idea di aggregare blog che non si rispecchiano nei valori della Carta ma si impegnano a meta-postare solo articoli che li rispettano mi trova a favore. È vero che c’è il rischio di creare situazioni ambigue, ma penso che ci sarebbe anche un effetto di allargare la discussione, e questo lo ritengo molto positivo.

3)      Sulla questione della proprietà del dominio non so proprio che dire a parte la notazione banalissima di evitare controlli sui contenuti che vadano oltre i limiti sanciti dalla Carta. Ma i metodi tecnici per evitarlo mi trovano a dir poco impreparato, quindi meglio tacere.

4)      L’idea di pubblicazioni a marchio Kilombo mi sembra molto interessante, ma la sua praticabilità dipende molto dai fondi a disposizione, quindi per il momento lascerei perdere. Una cosa invece a parer mio molto utile sarebbe la creazione di una mailing list aperta agli esterni non iscritti a Kilombo per diffondere gli articoli ritenuti più interessanti dal collettivo (tramite la valutazione dei meta-post). Per metterlo in pratica (e quindi diffondere Kilombo al di là dei blogger che postano) può essere utile un Ufficio stampa che tenga il contatto con altri siti, aggregatori e blog importanti dell’area di sinistra.

 Ecco, direi che ho detto davvero tutto. Complimenti a chi ha retto sino a qua la lettura del papiro e... basta, non c’è altro da dire. Spero solo di non aver messo in fuga i miei pochi elettori, e magari di aver convinto qualcun altro a darmi fiducia. Ma in tutti i casi, vittoria o sconfitta che sia, di sicuro continuerò ad impegnarmi nel limite delle mie possibilità per Kilombo, che è un progetto con grandi potenzialità, a condizione di sfruttarle per bene.

Che vinca il migliore! ;)

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categoria: kilombo


martedì, 05 giugno 2007

Israele, antisemitismo, democrazia


Il dibattito su Israele continua implacabile, con toni molto duri. Su Kilombo, ma è la proiezione della discussione che avviene un po' ovunque, a tutti i livelli in cui si parla della questione mediorientale. Dico la mia:
1) innanzitutto, vorrei fare un po' di chiarezza terminologica. Sarà pignoleria, ma visto che studio scienze politiche sono abbastanza sensibile all'uso corretto delle parole. E "fascista" e "nazista" sono due parole molto diverse. In particolare, con fascismo ci si può riferire (se pur con qualche forzatura) a una forma generale di regime autocratico di destra, con un certo tipo di ideologia (che spesso coniuga tradizionalismo morale a proclami di modernizzazione dello stato) e una certa forma di mantenimento dell'ordine sociale (mix di pace sociale tramite corporativismo e repressione del dissenso). Con nazismo ci si riferisce ad un regime preciso, che al momento è storicamente limitato ad un caso solo, quello della Germania di Hitler; in questo senso, possiamo parlare del nazismo come evoluzione totalitaria del fascismo, ma si tratta comunque di due realtà differenti e ben distinte. Il nazismo hitleriano ha una sua unicità storica. Detto questo, definire Israele "a fascist state" è un attacco polemico molto duro, magari non condivisibile da tutti, ma comunque legittimo, se supportato da motivazioni. Ma definirlo nazista (come la svastica nella bandiera suggerisce) credo che sia fondamentalmente sbagliato. Detto questo, non capisco cosa c'entri l'antisemitismo con tale accusa, che si riferisce alle politiche di Israele e non all'ebraicità dei suoi abitanti
2) "Perché solo gli ebrei non possono essere definiti nazisti e tutti gli altri sì?". Questa polemica mi sembra abbastanza sterile... a parte che l'accusa di nazismo genera risposte durissime quale che sia l'oggetto di tale definizione (basti vedere le reazioni a Giovanardi che parlava di nazismo per i promotori del referendum sugli embrioni, o a Gino Strada che paragonava Bush a Hitler - e mi scuso per aver accostato il povero Strada a Giovanardi, ma avevo bisogno di due esempi ideologicamente opposti), quindi dire che solo gli ebrei non possono essere accusati così mi sembra infondato, ma quello che mi chiedo: è necessario un paragone così? O utile alla causa palestinese? Al momento il paragone storico più appropriato per Israele è quello con il Sud Africa dell'apartheid. Il paragone con il nazismo, oltre ad essere sbagliato secondo me, ha il difetto di spostare il discorso dalla condotta di Israele contro i palestinesi a questioni di forma, e questo per me basterebbe ad evitarlo.
3) Altrettanto sbagliata a parer mio è la stramaledetta equazione "antisionismo=antisemitismo", ripresa purtroppo anche dal presidente Napolitano. Ora, io personalmente non mi definirei antisionista, perché so che il movimento sionista aveva ed ha tuttora al suo interno numerose visioni e sfumature, di cui alcune anche in opposizione al comportamento attuale di Israele verso i palestinesi. Ma da qui a dire che l'antisionismo è una copertura comoda per l'antisemitismo ce ne corre molto! Un antisionista è una persona che ha una visione troppo semplificata dell'ideologia che sta alla base di Israele, ma la sua visione è comunque sul terreno giusto, e cioè su quello delle ideologie, e non delle appartenenze razziali. Cercare di confondere i due piani non può avere altro effetto che far aumentare l'antisemitismo reale, che è poi l'obiettivo inconfessato di moltissimi dei sostenitori dell'attuale politica di Israele, creare un nemico per continuare a legittimare l'operato ai danni dei palestinesi.
4) Reagire ai video come quello mostrato da Cloro nel suo blog e alle foto dei bambini che firmano le bombe contro il Libano dicendo che comunque Israele è una democrazia e come tale meglio dei propri vicini arabi, vuol dire non aver compreso la lezione di Tocqueville e di qualche altra decina di importanti pensatori politici per cui la democrazia non è automaticamente portatrice di libertà e valori positivi, ma solo in presenza di determinati meccanismi e sistemi di valori. Essendo la Palestina zona di guerra, non ci possiamo umanamente aspettare che i meccanismi vengano rispettati, e le testimonianze audio e video di cui sopra dimostrano che anche i valori stanno avendo un forte deterioramento. Chi si definisce amico di Israele dovrebbe preoccuparsene, e chi crede nella democrazia pure, a meno di non voler dare argomenti a chi sostiene che la democrazia faccia, molto semplicemente, schifo.
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categoria: guerra e pace, idee, kilombo


sabato, 02 giugno 2007

Io

Ebbene sì, tra i candidati alle elezioni per il rinnovo della redazione di Kilombo ci sono anche io. E la domanda che si staranno ponendo (quasi) tutti è: "E questo cu minchia è?"
Ok, era inevitabile. La cosa importante sarebbe spiegare i motivi per cui mi sono candidato, le mie idee per migliorare Kilombo, le mie referenze... ma visto che c'è tempo sino al 9 giugno, inutile dire tutto e subito, e meglio partire dalla base, e cioè dal dire chi sono io.

Nome vero: Angelo. Meridionale. Ho 22 anni (ed eccolo inchiodato alla prima bugia: ne ho 21, anche se per pochi giorni..), studio Scienze politiche all'università di Bologna. Quindi la mia storia politica è per forza di cose ancora abbastanza limitata. Non ho esperienze di militanza, la prima grande mobilitazione a cui ho assistito è stata quella contro l'intervento militare in Kosovo, ma ero troppo piccolo per capirci bene qualcosa.
Anche se non ero lì fisicamente, ho vissuto con profonda partecipazione il G8 di Genova, che per me, come per moltissimi altri della mia generazione, è stato il punto di svolta. Per tutti gli anni del liceo mi sono definito (e mi definirei tutt'ora così) un new-global, e gravitavo intorno all'area dei Disobbedienti. Mi sono allontanato da questa parte del movimento poco tempo dopo essere arrivato a Bologna, quando, in occasione di una manifestazione per la chiusura dei Cpt, i Disobbedienti hanno messo al massimo il volume del loro sound system per impedire il comizio dei sindacati confederali. Quello per me è stato un momento di rottura, perché non trovo accettabile questi metodi per impedire ad altri di esprimersi e, soprattutto, la mentalità delegittimatrice che sta alla base di un simile comportamento (sono gli stessi motivi per cui sono a favore dell'espulsione di KarlettoMarx da Kilombo). Ho sempre votato Rifondazione, anche se sono deluso da Bertinotti, e ora spero in un soggetto unico della sinistra, che se dovesse nascere sarà il primo partito a cui mi iscriverò.
Mi definisco marxista, ma gli eventi che mi hanno influenzato di più hanno ben poco di questa ideologia, in verità: ho guardato con entusiasmo, nel 2001, al movimento popolare in Serbia che ha portato al crollo di Milosevic. Ho ancora il mito del '68, ma non quello francese o italiano, bensì quello di Praga, il sogno di un socialismo diverso da quello sovietico, e anche da quello cinese (a cui non ho mai creduto, complice la lettura di Cigni selvatici di Chang Jung). Sogno una sinistra radicale che sappia superare l'eredità degli anni Settanta, che guardi più ad Alex Langer che a Toni Negri.
Ho partecipato a molte iniziative e campagne politiche negli ultimi anni (alcune presenti anche sul blog). L'esperienza più esaltante rimane la campagna pro-Nichi Vendola. Quella più deprimente le elezioni comunali a Foggia, dove il candidato sostenuto da Rifondazione e Comunisti Italiani l'anno successivo si è riciclato come capogruppo provinciale della destra... Ma la delusione più grande non è stata questa. A Foggia c'è una piazzetta nei pressi del liceo classico, piazza Goppingen, che dal 2002 in poi, complice la scarsa illuminazione, era il punto di ritrovo dei giovani di sinistra di Foggia. Erano gli anni del movimento no-global, avevamo la sede di Rifondazione a due passi (anche se io non ci andavo spesso, gravitavo intorno a Ya Basta!), passavamo le serate a bere e a discutere su massimi e minimi sistemi. Nel 2004 era tutto finito. La sede di Rifondazione era stata chiusa e spostata più in là, la maggior parte dei giovani comunisti aveva lasciato la città per le sedi universitarie, altri erano passati dalla moda alternativa ad altri stili, piazza Goppingen poco alla volta venne colonizzata da fighetti. Rimangono alcuni ricordi adolescenziali e una vaga sensazione di inconsistenza.
Ecco, questa è la mia biografia politica. Adesso che mi conoscete un po' meglio, forse sarete interessati a sapere le mie proposte per Kilombo. Ma come ho già detto, non c'è fretta ;P

p.s. dimenticavo: non credo alle teorie complottistiche sull'11 settembre.
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categoria: persone, kilombo


venerdì, 25 maggio 2007

Ma si può?

Uno legge 'ste frasi: "In questi mesi ho constatato due cose, purtroppo già da tempo sospettate: sta democrazia produce mostri, e soprattutto le donne che si mettono a fare politica, in qualsiasi forma, è meglio che stiano a casa a badare ai figli." e poi "Visto che da più parti, anche da parte delle due macchiette sedicenti di sinistra con figli che dovrebbero starsene a casa, invece di lasciarli davanti alla tv (ma c'erano donne nel consiglio che decise l'occupazione del palazzo d'inverno? C'erano donne tra i dodici apostoli, o tra i grandi maestri yoga, o tra i grandi riformatori religiosi, o tra qualsiasi cazzo di cosa grande che abbia una qualche attinenza con la politica? Ci sono donne tra i filosofi? Lo Yin, l'energia grezza allo stato brado, non è forse riferita al femminile? E prendiamone atto, per dinci)". Inizia a farsi una brutta opinione dell'autore, ma poi lo stesso spiega l'alato pensiero: "E poi non sono contro le donne, sono contro le donne che in quanto donne fanno politica, non in quanto comuniste". Già. Si capiva chiaramente dalle frasi sopraccitate. Era chiaro come il sole. Tanto che l'autore si incazza pure: "E che cazzo, non ci vuole un genio a farvelo capire".
Non è che mi entusiasmi entrare nei diverbi di Kilombo, quando sono personali, però visto che KarlettoMarx è un redattore, e in questa faccenda parla proprio in qualità di redattore, chiedo un favore a tutti: andate nel blog del mitico KorvoRosso e guardate come Karletto risponde nei commenti all'ultimo post di Korvo (post polemico ma correttissimo nella forma). Ora mi chiedo (e so già che Karletto mi accuserà di inneggiare alla censura, ma vabbè): può continuare ad essere redattore uno che non ha rispetto per gli altri?
postato da Skeight alle ore 19:51 | Permalink | commenti (12) / commenti (12) (pop-up)
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