In seguito all’
assassinio di Francesca Reggiani il
pacchetto sicurezza è stato approvato dal governo con decreto legge, e già
i risultati iniziano.
In maniera poco velata Veltroni ha fatto capire di aver premuto per saltare la discussione in parlamento. Il leader del partito democratico inizia quindi ad esercitare la sua leadership depotenziando il luogo della democrazia, e cioè il parlamento, e già questo non è un bel segnale. Ma l’emergenza richiede scelte decise e segnali forti. Perché siamo in emergenza, vero?
Chissà.
Destra conclamata e
destra mascherata si sono lanciate in una campagna aggressiva volta verso i romeni e verso la sinistra, e a forza di creare allarme sociale
gli effetti iniziano a vedersi. È forse la bomba a tempo profetizzata da Grillo qualche tempo fa? Forse, ma con la differenza che a quante pare l’esplosivo non sono i romeni, ma gli italiani.
Una cosa è certa: la percezione dell’insicurezza è forte. Però mi chiedo: cos’è che crea insicurezza? A guardare le notizie di questi giorni la risposta sembra facile: gli immigrati. Ma in realtà sono solo l’elemento più appariscente. L’insicurezza è alla base dell’attuale assetto sociale, in ogni forma: insicurezza economica, tra il lavoro sempre più precario e la turbolenza dei mercati finanziari; insicurezza ambientale, in tutte le sue forme, dalle catastrofi ambientali agli sconvolgimenti climatici ai sempre più veleni che contaminano l’aria, l’acqua, i suoli e il cibo; insicurezza giuridica, visto la nota inefficienza della giustizia italiana; e tante altre, minori ma nell’insieme destabilizzanti. Tutte queste insicurezza insieme creano il clima in cui l’allarme sociale prospera, ma allora perché è sempre l’immigrazione a risaltare come la principale, se non l’unica, causa della paura diffusa? Certo, la propaganda delle destre, dei mezzi di comunicazione e via dicendo, siamo tutti d’accordo, ma possibile che non ci sia un messaggio alternativo per scongiurare questa lettura riduzionista e xenofoba?
Qui le carenze storiche della sinistra emergono. Il dibattito sul “problema di comunicazione” è ormai più che decennale, ma sin dall’inizio è stato snaturato e semplificato, riducendo la comunicazione alla propaganda elettorale. E invece, se è vero che i politici non sono semplici amministratori ma agiscono sulla sfera pubblica, la comunicazione deve andare oltre, influire sulla percezione che le persone hanno dei fenomeni sociali. Ma la sinistra, radicale o riformista che sia, ha abdicato a questo compito, e i risultati sono quelli che si vedono oggi: sull’immigrazione, e più in generale sulla sicurezza pubblica, i partiti fanno a gara a mostrarsi saldi e autoritari, con piccole e grandi ipocrisie – dal governo che ora autorizza i prefetti a espellere gli stranieri per motivi di sicurezza, ma non si era preoccupato altrettanto per porre un freno agli ingressi dalla Romania, che ora Veltroni attacca, all'opposizione, che intima a Prodi di vergognarsi, ma intanto una misura così semplice come quella di aumentare i poteri prefettizi non l’hanno fatta in cinque anni, e anzi hanno promulgato una oscena legge sull’immigrazione che di fatto aumenta il numero di clandestini, quindi forse è Fini a doversi vergognare – mentre su tutte le altre insicurezze sociali o non ci si pronuncia o si risponde continuando ostinatamente ed entusiasticamente a percorrere
le strade che di fatto aumentano l’incertezza del futuro, la paura, la chiusura.
AGGIORNAMENTO
Marioemario, il blog che io ho linkato in questo post definendolo destra mnascherata, ha risposto a questa accusa. Più nel dettaglio, i gestori del blog
1) hanno detto che non accettano lezioni su cosa è destra e cosa è sinistra. Li tranquillizzo: non essendo un maestro, non dò lezioni. Purtroppo o per fortuna, un accordo universale su cosa vuol dire essere di sinistra non c'è, e non ci sarà mai, e per questo ognuno è libero di avere la propria idea di cosa è di sinistra. Nella mia, voi non lo siete, così penso e così scrivo. E allo stesso modo voi siete liberi di non essere d'accordo con me e di esprimere il vostro dissenso, ma non promuovetemi a maestro, ché poi dovrei aggiornare il mio curriculum e non ho voglia. Al massimo, mi limito ad osservare che per dimostrare il vostro sinistrismo mi fate l'elenco dei partiti in cui avete militato e dei convegni a cui avete partecipato, mentre io ho sempre pensato che la destra e la sinistra fossero questione di idee, ideologie e programmi, non di tessere di partito.
2) dicono che nel mio post nego che gli italiani hanno paura della criminalità straniera. Forse andavano di fretta e non hanno letto bene ciò che ho scritto, visto che io dico proprio il contrario, e cioè che gli italiani hanno paura soprattutto degli immigrati, e mi chiedevo il motivo di questa polarizzazione, viste le tante altre cause di insicurezza sociale, e ora, aggiungo grazie ai post dei bravi
Stratex e
Guerrilla Radio, anche visto che i dati del viminale dimostrano che nei fatti l'emergenza non c'è, e che quindi avevo ragione a parlare di percezione distorta. "Non siamo noi ad aver allarmato gli italiani" dicono mario e mario. Certo, non siete stati solo voi. Ma
anche voi.
3) ricordano loro azioni in difesa della comunità bengalese vittima di raid di gang italiane per rifiutare l'accusa di aver causato le aggressioni contro i rumeni. Ora, mi chiedo: una cosa esclude l'altra? Non dico che sono stati loro ad andare dai fascisti e dire "picchiate i rumeni", sarebbe un'accusa da capo penale. Quello che dico è che queste aggressioni maturano in un clima di intolleranza e odio represso. Sbaglierò, ma per me post in cui un senatore "colpevole" di aver visitato in carcere un detenuto viene definito merda umana e gli si augura la morte contribuisce ad alimentare questo clima, non certo svelenirlo. Potete ricordare quanto volete il vostro impegno precedente, che è ammirabile, non ho problemi a dirlo, ma non può servire a cambiare le cose fatte dopo.
4) infine, mi invitano a vergognarmi. Non mi vergogno, visto che, per quanto detto sopra, tutte e tre le accuse mi sembrano poco fondate. Ma se anche lo fossero, cosa è più vergognoso, scrivere un articolo sbagliato, o augurarsi l'eliminazione fisica di un politico che non la pensa come noi? Propendo per la seconda, e quindi non solo rifiuto l'invito a vergognarmi, ma lo rispedisco al mittente