domenica, 30 settembre 2007

La finanziaria inconsistente

Dare adesso un giudizio sulla finanziaria è un esercizio di stile, visti i probabili numerosi cambiamenti che verranno apportati in parlamento e fuori, a causa dei ricatti che già iniziano ad uscire. Comunque, visto che è da questo testo base che si possono giudicare le intenzioni del governo, diamo un'occhiata.
Se considerassimo solo i singoli provvedimenti della finanziaria, probabilmente li troveremmo tutti, o quasi, positivi. Ma analizzandola nel complesso vediamo che i temi più importanti, a partire dal welfare, sono stati tenuti fuori, e che le decisioni significative sono molto poche, per non dire assenti.
L'una tantum di 150 euro destinata a chi guadagna meno di 7500 euro l'anno sembra proprio un'elemosina. Certo, i destinatari non saranno scontenti di riceverla, ma quale contributo un aumento di 12 euro mensili possa dare alla loro stabilità economica mi riesce difficile immaginarlo.
Le misure per le opere pubbliche sono positive, poco da dire, ma è alla prova dei fatti che si dovrà vedere. Altri 80 milioni per la Salerno-Reggio Calabria, in attesa dei risultati... Comunque, che si destinino soldi per potenziare ferrovie e metropolitane è una buona notizia a favore del trasporto pubblico.
Anche le misure per l'edilizia residenziale sono positive, se saranno continuate anche in futuro; di certo saranno più utili degli sgravi di 150 e 300 euro, che anche secondo alcuni esperti del settore non aiuteranno a migliorare l'emergenza affitti.
Anche il saldare il debito sulla cooperazione internazionale è una buona notizia, ma il governo non può certo vantarsi di questo provvedimento, visto che anche nella finanziaria dell'anno scorso i tagli alla cooperazione non erano mancati. Vabbè, da prendere atto che sono assegnati 150 milioni in più al 5 per mille, almeno è un gesto a favore dell'associazionismo.
Aumenta di poco la spesa a carico del sistema sanitario nazionale, esuppongo sia una buona notizia, anche se bisogna sempre metterla a paragone con le misure restrittive della finanziaria precedente.
Inutile citare uno per uno i vari stanziamenti per altri scopi, la cui efficacia si valuterà più dall'uso che non dall'entità delle somme.

Poi ci sono le misure che sembrano le più importanti: la riduzione dell'Ici, sulla cui efficacia però molti non sono d'accordo, e le agevolazioni alle imprese: la riduzione di Irap e Ires da una parte avrà pure, come dice Visco, un pregevole effetto di semplificazione, ma dall'altra non si può fare a meno di notare che è una pia illusione sperare che solo diminuendo un po' la pressione fiscale si possa ridare chissà quale competitività alle imprese. La soluzione migliore sarebbe rilanciare i consumi diminuendo la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti, ma è noto che uno dei metodi per farlo (tassare le rendite e detassare gli stipendi) è stato bocciato per espressa volontà di Dini, che non contento già minaccia di non votare la finanziaria se non sarà inserita in essa l'intesa sul Welfare, che è il modo migliore per rompere il precario equilibrio di maggioranza. Ma in effetti, bisogna pure dare atto che è quell'intesa l'elemento di conflitto più importante, vista la posta in gioco, quindi vantarsi del compromesso raggiunto è abbastanza patetico. Di fatto, in assenza di provvedimenti veramente incisivi e con il rinvio delle tematiche più importanti, questa finanziaria ha sì degli aspetti positivi, ma di fatto è inconsistente.
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categoria: economia, s-governo


martedì, 25 settembre 2007

Verso il 20 ottobre

Il 20 ottobre ci sarà la manifestazione della sinistra cosiddetta radicale. Io ci sarò, ma non ritengo di essere un massimalista, uno di quelli che "tanto peggio tanto meglio", come piace pensare ai giornali e ai politici cosiddetti riformisti. Semplicemente, in un regime di democrazia rappresentativa e parlamentare, ritengo di avere il diritto di cercare di influenzare il governo per cui ho votato con tutti i mezzi legali e costituzionali, a meno di non voler dare ragione a Rousseau che dice che il popolo in democrazia è libero solo una volta ogni cinque anni.
Forse qualcuno non lo ricorda, ma nel 2006 Prodi fece campagna elettorale rivolgendosi molto ai giovani e premendo sulla lotta al precariato: è un caso se al Senato, dove gli under 25 non possono votare, l'Unione ha perso di 300mila voti e alla Camera ha vinto di 24mila? Il voto giovanile a sinistra è stato un voto contro il lavoro precario, prima di ogni altra cosa. Oggi assistiamo, con sempre meno stupore e sempre più amarezza, al rinnegamento di ogni promessa elettorale, al punto che uno stimato riformista può permettersi di dire ad alta voce che il programma offerto agli elettori non può essere rispettato.
Non credo alla magia. So che non basterà l'abolizione di una legge a far scomparire il lavoro precario, né l'introduzione di una nuova per cambiare le cose da un giorno all'altro. Si tratta di un lavoro che richiede molto tempo e molto impegno. Ma proprio perché i tempi sono necessariamente lunghi, non si può rimandare ma bisogna iniziare da subito. Invece le priorità sono sempre altre, quelle delle imprese, che pure hanno già avuto e ancora avranno, quelle delle famiglie (come se una famiglia per vivere non si basasse sul lavoro); per i lavoratori invece la priorità non c'è mai: si potrebbero detassare gli stipendi tassando le rendite? Forse sì, ma ora sappiamo che questo non avverrà mai. Allora viene da chiedersi: perché abbiamo votato questo centro-sinistra?
Ma se voltate le spalle a questo governo torna Berlusconi, dicono. Lo so bene, ma evidentemente i leader di centro-sinistra ci credono troppo, al punto da sottovalutare l'astensionismo di sinistra. Questo errore lo hanno già pagato alle ultime amministrative, ma invece di trarne le dovute conseguenze (tentare di recuperare il loro elettorato, che è quelli che li ha fatti vincere nel 2006, anche se di poco) hanno deciso di continuare sulla loro strada di cercare un elettorato nuovo, centrista. Allora, se l'Unione vuole abbandonare i suoi elettori, gli elettori di sinistra non dovrebbero certo preoccuparsi di abbandonare l'Unione. Ma a me non interessa abbandonarla, quanto piuttosto tentare di frenare questo processo. Andare in piazza in massa il 20 ottobre vuol dire far capire al partito democratico che non possono sperare di vincere senza una politica di sinistra. Non un'alleanza con i partiti di sinistra radicale: proprio una politica che tenga conto delle esigenze e delle domande dei lavoratori dipendenti, degli studenti, dei precari. Se non lo capiranno, si condanneranno da soli.

Per questo spero che la manifestazione del 20 ottobre porti in piazza centinaia di migliaia di persone. E spero anche che, tra queste persone, non ci siano i ministri Ferrero, Bianchi, Mussi e Pecoraro Scanio. A ciascuno il suo ruolo: i partiti di sinistra, i loro elettori e noi cani sciolti cerchiamo di frenare il processo centrista nelle piazze. Loro, che sono ministri, cerchino di fermarlo al governo. E per farlo non basta dire sempre no alle proposte moderate, questo vuol dire lasciare il gioco nelle loro mani, ma incalzarli con proposte concrete, di sinistra, innovative. Invece di cedere subito sulle rendite, rilanciare; proporre idee nuove sulle pensioni; mettere sul tavolo le proposte di Alleva sul precariato. La vostra assenza non si noterà in piazza, ma la vostra presenza attiva nel governo sì.
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categoria: economia, idee, s-governo, sinistra unita


giovedì, 20 settembre 2007

Un voto incoraggiante

Le votazioni di settembre su Kilombo sono terminate, e guardando i risultati si può dare qualche opinione sulla situazione dell'aggregatore. Non vorrei peccare di ottimismo, ma le indicazioni che emergono dal voto sono positive e confortanti.

Iniziamo dalla questione più controversa che ha tenuto banco recentemente: il voto sull'espulsione del blogger Valerio Pieroni. L'espulsione è stata respinta, e anche se i voti per allontanare il Pieroni da Kilombo sono stati numerosi, comunque la vittoria del no è netta. Questo non impedirà a chi ha sostenuto che Kilombo è piena di fascisti di continuare a ripeterlo ossessivamente, ma è la dimostrazione che Kilombo (che non è una oligarchia o un ufficio di redazione, ma la totalità dei suoi iscritti) è in misura maggioritaria tollerante ed aperta alle differenze e al dibattito.

Una dimostrazione di questa apertura è data anche dal voto sulla modifica della Carta. La proposta di KorvoRosso, Supramonte e Tisbe è stata approvata in maniera quasi trionfate, con il 76,6% dei voti espressi. Tra le varie modifiche presenti nella loro proposta c'è anche quella che garantisce ai meta-post controversi non la cancellazione ma lo spostamento in una zona apposita. Su questa idea ci sono state perplessità, anche da parte mia, ma quello che mi preme far notare che questa decisione, sempre nel senso della massima tolleranza possibile, ha ottenuto il consenso della grande maggioranza dei votanti, e anche in questo caso i censori della Kilombo fascista dovrebbero riflettere su ciò che dicono.

Non è stata invece approvata la riforma della Carta proposta da KarlettoMarx. C'è anche da dire che, qualora fosse stata approvata, non sarebbe cambiato assolutamente niente, visto che il testo di quel fantomatico articolo 11 era pura aria fritta, ma il fatto che non abbia raggiunto i due terzi dei voti necessari è comunque una cosa positiva, che evita una banalizzazione della Carta.

Arriviamo così alle elezioni redazionali, in cui erano presenti molti dei blogger sopraccitati: Pieroni, Korvo, Karletto. KorvoRosso è stato eletto con un grande numero di voti, gli altri due invece no. Valerio Pieroni, nella campagna elettorale, ha cercato di capitalizzare il vittimismo che gli veniva dal voto sull'espulsione, ma a quanto pare non ha avuto successo: questa è una dimostrazione di maturità dei kilombisti. La sconfitta di KarlettoMarx sta a indicare che la maggior parte degli iscritti non ha gradito il suo atteggiamento conflittuale ed aggressivo nelle vicende kilombiste. Dall'altro lato, la rielezione della redattrice Samie dimostra che, nonostante alcuni recenti errori ed inefficienze dovuti al bailamme di dimissioni ed ingressi e al comportamento di Karletto, comunque la redazione attuale gode di un po' di fiducia.

Certo non è tutto rose e fiori: la partecipazione al voto resta molto bassa, e comunque la rielezione di Samie è sì segno di stima nei suoi confronti, ma ci fa ricordare anche che la sua seconda candidatura deriva dalla mancanza di altre donne candidate. Tuttavia, sono problemi che potranno essere superati, se si riusciranno ad evitare certe diatribe sterili del passato. Questo è un pio desiderio, perché ho il forte timore che nuove diatribe sterili siano già dietro l'angolo, ma comunque il voto mi fa essere più ottimista che pessimista.

P.S. Comunque, se quelli che cianciavano di epurazione e di fascisti in Kilombo dovessero ammettere di aver cannato alla grande, fatemelo sapere

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categoria: kilombo


martedì, 18 settembre 2007

L'integrazione negata

A prescindere dalle politiche concrete, il principio base di ogni politica di integrazione degli immigrati dovrebbe essere: se rispettano le leggi del luogo in cui si trovano, gli immigrati devono poter godere degli stessi diritti e libertà basilari dei cittadini. 

A Bologna c'è una comunità islamica; da tre anni che vivo in questa città, non ho mai sentito di problemi dovuti al fondamentalismo religioso di essa. Ci sono molti pakistani, ma nessun caso paragonabile a quello di Hina, uccisa dal padre perché troppo occidentale. In generale, i problemi legati all'integrazione ci sono eccome, ma non presentano legami con la questione del contrasto tra precetti della religione islamica e leggi dello stato italiano. Ciò nonostante, la proposta di costruire una moschea è stata oggetto di violente contestazioni da parte di comitati di cittadini, di partiti di destra, della stessa curia, e di oggi è la notizia che queste proteste hanno portato alla revoca della proposta di delibera. Perché?

Alla comunità islamica non è permesso di avere il proprio luogo di culto, nonostante il rispetto delle leggi italiane. Allora che senso ha chiedere questo rispetto? I leghisti e i comitati che oggi festeggiano credono di aver indebolito o rafforzato la propaganda fondamentalista di cui, evidentemente, hanno tanta paura? Quale credibilità potranno avere in futuro le politiche di integrazione, se episodi come quello di Bologna dimostrano che gli immigrati non possono conquistarsi niente con il loro comportamento, ma solo con la benevolenza dei cittadini?

Quello che sta accadendo suscita amarezza e preoccupazioni. E dispiace vedere che i comitati civici vengono ascoltati ed hanno successo solo quando volgono la loro protesta contro minoranze spesso disagiate, e mai quando si battono in difesa del territorio o della salute pubblica.

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categoria: diritti, s-governo


domenica, 16 settembre 2007

Beppe Grillo il politico

Oggi sul suo blog Beppe Grillo sostiene la possibilità, per i meet-up, di formare liste civiche per le elezioni amministrative. Ma sino a pochi giorni diceva che non voleva promuovere la nascita di nessuna lista civica, né nazionale né locale. Formalmente, non sembra che sia cambiato molto, queste liste civiche nasceranno se i meet-up lo vorranno, come specifica sin dal primo rigo. Ma nella sostanza, qual è la differenza? Di fatto con questo post Grillo dà il via libera alla nascita di queste liste, che magari non avranno il suo nome nel simbolo, ma tutti sapranno che sono collegate a lui. Nella forma la decisione è scaricata sulle spalle dei meet-up locali, ma quanti saranno quelli che decideranno di fare il grande passo proprio grazie a questo assenso di Grillo all'iniziativa? Lasciatemi pensare che saranno molti.

Politicamente, è un'ottima mossa. Grillo scende in campo senza scendere in campo, fa fondare un nuovo partito ma non lo fonda lui, saggia sul terreno elettorale la propria potenzialità politica senza dover rinunciare alla sua posizione privilegiata di guru. Ma questa non è la politica delle cose concrete che i partecipanti al V-day chiedevano, è la politica intesa come strategia per ottenere il potere. Grillo si comporta come i politici che critica, e i suoi sostenitori, incuranti delle contraddizioni, applaudono contenti. Prepariamoci al peggio.

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categoria: persone


domenica, 09 settembre 2007

Misteri da vendere

Purtroppo i siti cospirazionisti tipo Luogocomune continuano a fare proseliti, nonostante le loro tesi e i loro "esperti" siano stati smontati più e più volte con prove tanto incontestabili quanto contestate (ovviamente). Uno degli elementi di forza di questi siti è di fare leva su un gran numero di film, documentari, materiale visivo e quindi di maggiore impatto. Hanno un bel da fare i siti di debunking a pubblicare analisi tecniche lunghe e dettagliate che dimostrano con precisione l'incosistenza delle accuse, di fatto questi video hanno un impatto ben maggiore. Per questo è una bella idea quella del team Undicisettembre a realizzare dei video di sintesi delle confutazioni delle tesi complottiste. Nel mio piccolo, dò il mio contributo a diffonderli. Come vedete, io sono estremamente scettico nei confronti delle teorie cospirazioniste, ma proprio per questo trovo normale che si possa essere scettici anche nei confronti di questi video che ora pubblico. Per questo l'invito non è tanto a prenderli come vangelo, ma di fare paragoni, e valutare con la propria testa la validità delle differenti tesi.
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categoria: guerra e pace


sabato, 08 settembre 2007

Pieroni, la Mezzaluna, Kilombo

A marzo di questo anno, quando Kilombo ha vinto il premio Mezzaluna d'oro della IADL, due iscritti all'aggregatore hanno chiesto che l'aggregatore rifiutasse l'onorificenza, a causa di una supposta natura ambigua dell'associazione e altri motivi. Al di là della correttezza o meno di queste motivazioni, soltanto due blogger si erano mossi in questa direzione, in seguito sono stati appoggiati da altri (pur restando minoritari), ma la redazione decise di indire una votazione sulla base delle lamentele di due blogger,  e continuo ad insistere sul numero due. Ai tempi la cosa mi sembrò eccessiva, scrissi anche un post in materia, non credevo si potessero fare voti ogni volta che pochissimi ponevano un problema, ma a quanto pare l'orientamento di Kilombo era diverso: meglio ascoltare tutti, anche quando sono pochissimi, invece di ignorare. Può portare a rallentamenti, litigi, disfunzioni, ma si è deciso di privilegiare il dibattito pubblico.
Recentemente, più di due blogger si sono lamentati dell'utente Valerio Pieroni. La redazione ha deciso, sulla base delle loro lamentele, di indire una votazione per decidere se espellerlo o meno, e sia chiaro che a Pieroni è e sarà garantita la possibilità di difendersi e spiegare le sue ragioni (cosa che può fare benissimo, e infatti lo fa, a prescindere da noi), visto che la redazione, in questa storia, non prende parte a favore o contro. Allora mi chiedo perché si scrive che vogliamo trasformare Kilombo in un gulag, perché tutti parlano di epurazione, perché mi spediscono mail (soprattutto per contestare, alcuni anche per approvare l'espulsione). Come se la decisione di mettere ai voti equivalesse all'espulsione; come se non fosse noto che ci vogliono due terzi dei voti per espellere un utente dall'aggregatore; come se tutti dessero per scontato che la redazione, siccome ha accettato di indire il voto, vuole per forza cacciare Pieroni, mentre molti dovrebbero ricordare che ai tempi del premio IADL la redazione che indisse il voto era a maggioranza a favore per ricevere il premio.
In poche parole: se c'è un "problema Pieroni" o meno non lo decide la redazione. Se c'è qualcuno che si lamenta, ci sarà spazio per una discussione pubblica, come in questi giorni. Pensate sia sbagliato? Pensate sia eccessivo? Pensate che questo possa portare ad eccessi? Possibile che sia così; ma se vi mettete a cianciare di gulag e di scarsa democrazia, allora mi sembra che stiamo parlando di due posti diversi
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categoria: kilombo


giovedì, 06 settembre 2007

Basta #1

Non posso che associarmi all'invettiva che i Wu Ming lanciano sul loro sito, e che riporto qui quasi integralmente:

"Non sappiamo se la sentenza dei posteri sarà "ardua". La nostra è molto semplice da emettere, eccola qui, chiara e risplendente:
'Sto tossico compost di cetomediume vigliacco, eterna piccola borghesia razzista, massa omologata individualista annegata nell'abitudine, base sociale d'ogni fascismo e fascismetto, merda che olezza di merda... Questa ex-sinistra ormai sub-destra che, anziché muovere guerra alla povertà, muove guerra direttamente ai poveri e lo fa perché li odia, i poveri, li odia biliosamente, dal profondo delle budelle, prova ribrezzo per i poveri, perché puzzano, sono d'intralcio, sono pre-moderni, questa ex-sinistra dei vigili coi tonfa, questa ex-sinistra in piena "modenizzazione" (non è un refuso) che firma per aprire i CPT anziché per chiuderli, che rincorre e afferra al lazo gli istinti più ferini e prevaricatori, che fa l'apologia criminogena della roba, gli sghei, e in cambio di un voto "moderato" che non esiste (che significa essere "moderati"? Essere un po' contro le unioni civili? Essere moderatamente contro l'eutanasia? Essere al 50% come Schifani?) vende "sicurezza" a chi è già al sicuro, al contempo deturpando la vita e la dignità di chi campa appeso a un filo, questa ex-sinistra ormai sub-destra che ha trasformato la mediazione al ribasso in vera e propria masturbazione, vi si dedica gemendo di piacere, e ha come unico referente l'Homunculus, l'Homunculus che spia dalle persiane e teme, trema e teme, ha paura di tutto e di tutti, vive un terrore prefabbricato e media-stimolato come falso veder bestia quand'ombra (Inferno, canto II, 48)... Noi la disprezziamo, l'ex-sinistra ormai sub-destra, dello stesso disprezzo che essa riserva ai disperati. I lavavetri come emergenza nazionale, si scomodano i ministri, che la farsa sia con noi. Ipocrita idolatria della "legalità", Legalità con la Maiuscola, legalità placebo di ogni male, in un paese dove si iper-legifera per accontentare ogni lobby e cordata e non vi è norma che non sia in contrasto con mille altre. Questa ex-sinistra ormai sub-destra. Questa cofferateria diffusa. Fa male constatarle ma fa bene dirle, queste cose. Cazzo, sì, fa bene dirle. Tacendole s'intorbidano le acque. Tacendole si uccide la speranza che rimane."

Loro sono scrittori e come tali parlano, la politica invece abdica al proprio ruolo. Prendersela con i lavavetri e le prostitute per attaccare la macrocriminalità? L'assessore fiorentino Cioni non sa dove siano ora i lavavetri, ma se sono stati banditi perché oltre a lavare importunavano le persone in auto, è davvero così intelligente disperderli? Cofferati si vanta di aver risolto il problema nel 2004, ma ancora l'anno scorso si diceva che Bologna e provincia hanno un aumento di crimini, forse allora non erano i lavavetri l'urgenza... Ma ora si vogliono attaccare i graffitari, evidentemente sono loro i principali responsabili del degrado in una città dove i proprietari di case speculano come vogliono sulla pelle degli studenti, e dove una ragazza può morire per l'esplosione di una caldaia non a norma. Cosa c'entra questo con la microcriminalità? Nulla. Se non per il fatto che suggerisce che forse la sinistra al governo dovrebbe avere altre priorità ed altre emergenze, e invece preferisce cavalcare la demagogia populista. Non vogliono apparire razzisti, gli immigrati delinquono non certo perché razza inferiore, ma perché non integrati, perché poveri ed emarginati, quindi molto esposti all'illegalità. Se è davvero così, si danno la risposta da soli: bisogna colpire la povertà. Ma dove? Anche i provvedimenti minimi, come tassare le rendite per detassare gli stipendi, vengono soffocati. La lotta alla precarietà sbandierata prima delle elezioni si è sgonfiata come una bolla di sapone. Il caro affitti è sempre caro, ma al di là delle pie intenzioni del ministro Ferrero non si mette in cantiere nulla per questa emergenza. Ma ci dicono che il vero pericolo sono lavavetri, prostitute, graffitari.
Cari alleati democratici, non vi credo più.
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