giovedì, 21 giugno 2007

Pensare male...


18 giugno 2007, i giornali riportano l'appello di Ratzinger ai giovani: "Imitate San Francesco"
20 giugno 2007, alla prima prova della maturità compare una traccia su Dante (che era stato proposto solo due anni fa), in particolare sul Paradiso, in particolare su San Francesco. L'errore grossolano fa pensare che la traccia sia stata preparata in fretta e furia.

Posso pensare male?
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categoria: religione, s-governo


mercoledì, 20 giugno 2007

Dall'ideologia all'idiotogia

Qualcuno inizia il suo discorso con "Supponendo che l'Olocausto sia realmente, interamente ed esattamente accaduto come i media correntemente lo hanno presentato", quindi mette in discussione l'attuale ricostruzione storica della Shoah, e su questo rimando al mio post precedente sul negazionismo.
Qualcuno continua dicendo "Quaranta milioni di Tedeschi-nazisti hanno sterminato sei milioni di ebrei, che è un rapporto pari al 15%". Il che implica una curiosa concezione di colpa collettiva, una identificazione tedeschi-nazisti che a me personalmente ricorda molto quella arabi-terroristi (e non credo che questo qualcuno sottoscriverebbe una simile opinione), e infine l'idea che ci vogliano quindici tedeschi per uccidere un ebreo.
Qualcuno sostiene infine che "Quattro milioni di israeliani hanno ucciso (in 60 anni) circa 120.000 Palestinesi e ne hanno esiliati altri 850.000, che sono divenuti oggi circa due milioni di profughi e altri due milioni di morti viventi, quali sono oggi i Palestinesi sotto occupazione.Il che ammonta a circa 4.850.000 vittime.Che conduce a un rapporto pari al 121%". Il che, oltre a ricondursi alle considerazioni precedenti, introduce anche un nuovo elemento, e cioè che gli occupati, pur respirando, mangiando e bevendo (poco queste ultime due cose, a onor del vero), non sono vivi. Sono morti viventi. I Palestinesi sotto occupazione oggi sono zombie. Avete mai visto uno zombie che agisce seguendo il raziocinio, il calcolo, gli ideali? Certo che no, gli zombie sono mossi solo dall'istinto aggressivo di attaccare i viventi e nutrirsi  delle loro carni, non hanno altre cose da fare, e non hanno bisogno di ragionare per farlo. Tra l'altro, visto che nella conta ci sono anche i profughi, pure loro vanno considerati a questa stregua. Curioso che qualcuno che ha intitolato il proprio blog Palestina libera consideri in questa maniera degradante i palestinesi. Ma forse ha sbagliato in buona fede, semplicemente se si fosse limitato ai morti il rapporto sarebbe stato del 3%, e quindi occorreva aggiungere anche i profughi e quelli sotto occupazione.
Potrei dire qualcos'altro su questi dati. Ad esempio che questo qualcuno ragiona in questo modo: "se i profughi oggi sono due milioni e sessant'anni fa erano 850000, oggi saranno 2850000", e non si rende conto che magari saranno molti di più perché tra oggi e sessant'anni almeno due generazioni ci sono state (sicuramente non se n'è reso conto, se lo avesse pensato il suo rapporto sarebbe schizzato in alto come il deficiti italiano). Potrei anche far notare che non tiene conto della variabile tempo, e cioè che se gli israeliani ci hanno messo 12 volte il tempo che hanno usato i tedeschi, allora il rapporto reale sarebbe 10% e non 121%. Però non ho bisogno di calcare su questo punto, perché è proprio il concetto alla base del rapporto che è stupido.
Ma se questo qualcuno, di cui non riporto il link al blog perché non ho intenzione di fargli pubblicità, arriva a dire che questa sua argomentazione è "di tipo non revisionista, bensì semplicemente realista, fatta da chi - come il sottoscritto - ama le argomentazioni di tipo statistico-numerico", allora devo pensare che siamo passati ad una nuova fase del dibattito politico, in cui il primato dell'ideologia ha lasciato posto al primato dell'idiotogia, e cioè la ricerca e la costruzione di motivazioni idiote per giustificare le proprie convinzioni innate. Mentre quei poveri illusi che cercano ancora di attenersi alla realtà sudano sette camice per evitare che gli scontri recenti tra Hamas e Fatah portino al naufragio definitivo delle speranze palestinesi, gli idiotogi discettano sui numeri per dimostrare che il sionismo è peggio del nazismo. La destra nazionalista israeliana ringrazia.
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categoria: idee


lunedì, 18 giugno 2007

Elezioni di Kilombo

Complimenti a Jaco, Titollo e Spartacus per la vittoria. Sono convinto che con loro la redazione svolgerà un ottimo lavoro.
E per quanto mi riguarda... ero sicuro di non vincere, ma non mi aspettavo di avere ben 12 voti. Che detto così non sembra tanto, ma corrispondono al 10% dei voti (!) complice il solito astensionismo kilombista... Ma più che i voti mi hanno fatto piacere gli attestati di stima che ho ricevuto da tanti compagni, da alcuni dei quali non me lo aspettavo proprio. A prescindere dalla vittoria o meno, è questo che fa venir voglia di continuare ad impegnarsi per Kilombo. E quindi buon lavoro ai nuovi eletti, e grazie a tutti quelli che mi hanno votato^^
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categoria: kilombo


giovedì, 14 giugno 2007

Minculpop a Milano



Partiamo dal principio, e cioè da una bella iniziativa letteraria, la Biblioteca in giardino, per gli amici BIG. L'idea di portare un po' di cultura partecipata al di fuori delle grandi manifestazioni, portarla nelle periferie, dare nuovo valore a zone prive di tutto al di fuori di ciò che è necessario alla sussistenza.  Da nove anni questa iniziativa va avanti, sempre con grande successo. E senza patrocinio comunale, nè alcuna forma di finanziamento pubblico. Semplice miopia di una amministrazione che non coglie l'importanza di cose come queste per valorizzare il territorio, per dare a Milano un ruolo che vada oltre di quello di capitale dell'economia? Sta di fatto che, per tentare di smuovere questa situazione, lo scrittore Gianni Biondillo scrive una lettera all'assessore Vittorio Sgarbi per descrivere la realtà della Biblioteca in giardino, e chiedergli di impegnarsi per far avere alla manifestazione il patrocinio comunale.
La risposta di Sgarbi è questa: "Aggiungete autori di destra al programma e vi daremo il patrocinio"
Non so se ci sia bisogno di commenti, tranne che forse questo può chiarire una volta per tutti chi è realmente a voler imporre una dittatura culturale della propria parte politica. Certo è che è uno scandalo, e per questo chiedo a tutti gli amici blogger che leggeranno questo pezzo a far girare la notizia.

p.s. si ringrazia Lipperatura per aver dato visibilità sia alla lettera di Biondillo che alla sconcertante reazione di Sgarbi, altrimenti c'era il rischio che tutto passasse sotto silenzio al di là dei confini milanesi
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categoria: idee


martedì, 12 giugno 2007

La fine dell'illusione centrista

I risultati delle elezioni legislative francesi, anche se ancora al primo turno, dimostrano due cose: prima di tutto la crisi della sinistra, ai suoi minimi storici, e proprio adesso che si supponeva avesse una leadership carismatica come quella della Royal. Da una simile crisi si può uscire solo con un colpo di reni nella giusta direzione, ma il problema è che non c'è nemmeno accordo su quale sia, questa direzione: le trasformazioni sociali hanno messo i socialisti nell'incapacità di identificare i gruppi da rappresentare, e questo è alla base della mancanza di una proposta politica credibile e condivisa.
Ma ciò di cui voglio parlare qui oggi è il secondo aspetto di queste elezioni (sulla crisi della sinistra mi sa che ci tornerò moolto spesso): la fine dell'illusione centrista. Che Bayrou fosse un fuoco di paglia si era capito già alle elezioni presidenziali, quando Sarkozy ha sconfitto agevolmente la Royal senza l'appoggio del leader centrista, ma adesso le legislative ci dicono che socialisti e moderati insieme sono molto indietro rispetto al blocco di Ump e alleati. Il partito di Bayrou, in particolare, ha ottenuto un risultato scarsissimo, decisamente lontano rispetto dal 18% del suo leader alle presidenziali. Tutto lascia presagire che nel corso della prossima legislatura, i centristi andranno avanti in un declino inarrestabile. Significativo, a tal proposito, è il silenzio di Rutelli e di tutti quelli che, anche su Kilombo, si erano fatti alfieri di Bayrou. I risultati parlano chiaro: se la sinistra francese vuole avere qualche speranza di risalire dal baratro, deve contare sulle proprie forze e ricostruirsi un blocco sociale di riferimento, non certo sperare nell'aiuto di transfughi del centro-destra. Nonostante la sfiducia di molti nel bipolarismo, questo assetto politico continua ad essere dominante e non si lascerà scardinare facilmente, quindi meglio lavorare su una ridefinizione di sé stessi che su una trasformazione delle regole del gioco.
Il sogno centrista, a dire il vero, boccheggia ovunque: la Grande coalizione in Germania rafforza le estreme, e questo sul lungo periodo porterà Spd e Cdu a riassumere un atteggiamento conflittuale; in Gran Bretagna la crisi del Labour non dà speranze di vittoria ai liberaldemocratici, quanto ai conservatori. E in Italia, le amministrative ci dicono che gli unici risultati positivi per l'Unione vengono grazie alla sinistra radicale (il trionfo di Crocetta a Gela, la vittoria di Stefàno a Taranto e di Cialente a L'Aquila..). Forse è ora che il centro del centro-sinistra si svegli, e si renda conto che la vera zavorra per l'Unione sta dalle loro parti
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categoria: idee


giovedì, 07 giugno 2007

Kilombo again


I giorni utili per la campagna elettorale stanno terminando, quindi è tempo di tornare sull’argomento, e andare al sodo, scrivendo qualche valido motivo per cui varrebbe la pena di votarmi.

Quali sono i compiti della redazione? L’art. 6 della Carta di Kilombo li elenca minuziosamente:

-         “Compito della redazione è sovrintendere al rispetto delle “Regole per metapostare”, uniformare l’aspetto grafico dei meta-post, spostare i meta-post nelle rubriche tematiche corrette in caso di errore, coordinare e mettere in opera le decisioni collettive e le votazioni”. Questioni tecniche che non richiedono particolare abilità, quello che però posso offrire è una presenza abbastanza costante, visto che per motivi di studio uso parecchio il pc e internet, e quindi non avrei problemi a monitorare con regolarità il sito.

-         “rimuovere i meta-post estranei allo spirito e alle finalità di Kilombo (artt. 2 e 10)”. Argomento scottante alla luce dei recenti avvenimenti. Come ho già detto, ho votato sì all’espulsione di KarlettoMarx, e posso dire che, se sarò eletto redattore, non esiterò a proporre questa misura per chi utilizzasse gli stessi toni offensivi e lo stesso rifiuto del dialogo. Però, per l’appunto, ne farei una questione di netiquette. Nel caso in cui al centro del contendere ci siano i contenuti dei meta-post, mi opporrò alla rimozione se l’estraneità allo spirito non è palese, dichiarata e lampante (come potrebbe essere l’esaltazione della guerra come igiene del mondo o cose simili). Laddove c’è ambiguità, penso che non sia dovuta solo al fatto che l’autore è ambiguo, ma che anche l’argomento si presta a posizioni incerte e liminali, e in questi casi meglio discutere piuttosto che rimuovere.

-         “La redazione avrà inoltre il compito di designare, all’interno del collettivo degli aderenti, un webmaster con uno o più aiutanti, il cui compito sarà quello di attendere alla gestione tecnica del sito ed ottimizzarne le prestazioni”. Qua poco da dire, mi affido alle conoscenze altrui visto che non conosco le competenze tecniche degli altri iscritti (conosco solo le mie, che sono inesistenti). Certo Kilombo ha bisogno di un po’ di miglioramenti tecnici per migliorarne la fruizione, anche da parte degli utenti esterni, ad esempio inserire una seconda colonna dove inserire l’elenco degli articoli con il maggior numero di valutazioni positive, o gli ultimi articoli divisi per categoria (e le categorie sono un’altra cosa che andrebbe modificata molto, magari sdoppiandole tra categorie di argomenti – Sinistre, Italia, Religione, Mondo, Culture – e categorie di forma – Audio, Video, Articolo, Intervista, ecc). Comunque queste son proposte che avanzerei anche senza essere eletto, quindi andiamo oltre.

-         “La redazione potrà infine proporre all’unanimità di emendare la presente Carta, sottoponendo al voto del collettivo le eventuali modifiche”. Al momento direi che la Carta non ha bisogno di grandi modifiche, anche se io personalmente all’art. 2 tra i valori aggiungerei la partecipazione (sull’antifascismo mi trovo in accordo con la formulazione raggiunta)

-         Art. 8: “La redazione si riserva la possibilità di rifiutare la richiesta di iscrizione per i casi di blog i cui contenuti violino palesemente i principi generali di questa Carta (artt. 2, 3 e 10) o i limiti previsti dalla legge. Nel caso in cui la richiesta d’adesione presenti i citati problemi d’incompatibilità, la redazione può rifiutare la richiesta d’iscrizione con maggioranza di due terzi dei propri membri”. Anche in questo caso, come nel caso della rimozione dei meta-post, se sarò eletto redattore la mia condotta sarà improntata alla massima elasticità.

 
Questo per quanto riguarda i doveri di redattore. Ora vorrei dire la mia su alcuni dei punti di discussione messi al centro da Tisbe:

1)      Sono per la incompatibilità a ricoprire più cariche contemporaneamente, siano esse cariche multiple all’interno di Kilombo o, soprattutto, cariche politiche esterne. È importante che l’attività di Kilombo non corra il rischio di essere piegata a fini altrui.

2)      L’idea di aggregare blog che non si rispecchiano nei valori della Carta ma si impegnano a meta-postare solo articoli che li rispettano mi trova a favore. È vero che c’è il rischio di creare situazioni ambigue, ma penso che ci sarebbe anche un effetto di allargare la discussione, e questo lo ritengo molto positivo.

3)      Sulla questione della proprietà del dominio non so proprio che dire a parte la notazione banalissima di evitare controlli sui contenuti che vadano oltre i limiti sanciti dalla Carta. Ma i metodi tecnici per evitarlo mi trovano a dir poco impreparato, quindi meglio tacere.

4)      L’idea di pubblicazioni a marchio Kilombo mi sembra molto interessante, ma la sua praticabilità dipende molto dai fondi a disposizione, quindi per il momento lascerei perdere. Una cosa invece a parer mio molto utile sarebbe la creazione di una mailing list aperta agli esterni non iscritti a Kilombo per diffondere gli articoli ritenuti più interessanti dal collettivo (tramite la valutazione dei meta-post). Per metterlo in pratica (e quindi diffondere Kilombo al di là dei blogger che postano) può essere utile un Ufficio stampa che tenga il contatto con altri siti, aggregatori e blog importanti dell’area di sinistra.

 Ecco, direi che ho detto davvero tutto. Complimenti a chi ha retto sino a qua la lettura del papiro e... basta, non c’è altro da dire. Spero solo di non aver messo in fuga i miei pochi elettori, e magari di aver convinto qualcun altro a darmi fiducia. Ma in tutti i casi, vittoria o sconfitta che sia, di sicuro continuerò ad impegnarmi nel limite delle mie possibilità per Kilombo, che è un progetto con grandi potenzialità, a condizione di sfruttarle per bene.

Che vinca il migliore! ;)

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categoria: kilombo


martedì, 05 giugno 2007

Israele, antisemitismo, democrazia


Il dibattito su Israele continua implacabile, con toni molto duri. Su Kilombo, ma è la proiezione della discussione che avviene un po' ovunque, a tutti i livelli in cui si parla della questione mediorientale. Dico la mia:
1) innanzitutto, vorrei fare un po' di chiarezza terminologica. Sarà pignoleria, ma visto che studio scienze politiche sono abbastanza sensibile all'uso corretto delle parole. E "fascista" e "nazista" sono due parole molto diverse. In particolare, con fascismo ci si può riferire (se pur con qualche forzatura) a una forma generale di regime autocratico di destra, con un certo tipo di ideologia (che spesso coniuga tradizionalismo morale a proclami di modernizzazione dello stato) e una certa forma di mantenimento dell'ordine sociale (mix di pace sociale tramite corporativismo e repressione del dissenso). Con nazismo ci si riferisce ad un regime preciso, che al momento è storicamente limitato ad un caso solo, quello della Germania di Hitler; in questo senso, possiamo parlare del nazismo come evoluzione totalitaria del fascismo, ma si tratta comunque di due realtà differenti e ben distinte. Il nazismo hitleriano ha una sua unicità storica. Detto questo, definire Israele "a fascist state" è un attacco polemico molto duro, magari non condivisibile da tutti, ma comunque legittimo, se supportato da motivazioni. Ma definirlo nazista (come la svastica nella bandiera suggerisce) credo che sia fondamentalmente sbagliato. Detto questo, non capisco cosa c'entri l'antisemitismo con tale accusa, che si riferisce alle politiche di Israele e non all'ebraicità dei suoi abitanti
2) "Perché solo gli ebrei non possono essere definiti nazisti e tutti gli altri sì?". Questa polemica mi sembra abbastanza sterile... a parte che l'accusa di nazismo genera risposte durissime quale che sia l'oggetto di tale definizione (basti vedere le reazioni a Giovanardi che parlava di nazismo per i promotori del referendum sugli embrioni, o a Gino Strada che paragonava Bush a Hitler - e mi scuso per aver accostato il povero Strada a Giovanardi, ma avevo bisogno di due esempi ideologicamente opposti), quindi dire che solo gli ebrei non possono essere accusati così mi sembra infondato, ma quello che mi chiedo: è necessario un paragone così? O utile alla causa palestinese? Al momento il paragone storico più appropriato per Israele è quello con il Sud Africa dell'apartheid. Il paragone con il nazismo, oltre ad essere sbagliato secondo me, ha il difetto di spostare il discorso dalla condotta di Israele contro i palestinesi a questioni di forma, e questo per me basterebbe ad evitarlo.
3) Altrettanto sbagliata a parer mio è la stramaledetta equazione "antisionismo=antisemitismo", ripresa purtroppo anche dal presidente Napolitano. Ora, io personalmente non mi definirei antisionista, perché so che il movimento sionista aveva ed ha tuttora al suo interno numerose visioni e sfumature, di cui alcune anche in opposizione al comportamento attuale di Israele verso i palestinesi. Ma da qui a dire che l'antisionismo è una copertura comoda per l'antisemitismo ce ne corre molto! Un antisionista è una persona che ha una visione troppo semplificata dell'ideologia che sta alla base di Israele, ma la sua visione è comunque sul terreno giusto, e cioè su quello delle ideologie, e non delle appartenenze razziali. Cercare di confondere i due piani non può avere altro effetto che far aumentare l'antisemitismo reale, che è poi l'obiettivo inconfessato di moltissimi dei sostenitori dell'attuale politica di Israele, creare un nemico per continuare a legittimare l'operato ai danni dei palestinesi.
4) Reagire ai video come quello mostrato da Cloro nel suo blog e alle foto dei bambini che firmano le bombe contro il Libano dicendo che comunque Israele è una democrazia e come tale meglio dei propri vicini arabi, vuol dire non aver compreso la lezione di Tocqueville e di qualche altra decina di importanti pensatori politici per cui la democrazia non è automaticamente portatrice di libertà e valori positivi, ma solo in presenza di determinati meccanismi e sistemi di valori. Essendo la Palestina zona di guerra, non ci possiamo umanamente aspettare che i meccanismi vengano rispettati, e le testimonianze audio e video di cui sopra dimostrano che anche i valori stanno avendo un forte deterioramento. Chi si definisce amico di Israele dovrebbe preoccuparsene, e chi crede nella democrazia pure, a meno di non voler dare argomenti a chi sostiene che la democrazia faccia, molto semplicemente, schifo.
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categoria: guerra e pace, idee, kilombo


lunedì, 04 giugno 2007

Un falso riformista

Stando a voci sempre più insistenti, tra cui quella del prestigioso quotidiano Spaces, Tony Blair, dopo che avrà formalizzato le dimissioni da primo ministro inglese, si convertirà al cristianesimo ortodosso. Tutte le principali voci riformiste della politica mondiale hanno condannato l'atto, dichiarando che questo dimostra che Blair era un falso riformista, e che brucerà all'inferno per l'eternità insieme a tutti gli scismatici degni compari suoi.
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categoria: varie


domenica, 03 giugno 2007


Nello splendido film di Bellocchio sul caso Moro, Buongiorno Notte, c'è una scena emblematica: nell'ascensore dell'ufficio dove lavora la protagonista una mano ignota traccia una stella a cinque punte, e tutti gli impiegati che entrano e la vedono sobbalzano, escono velocemente, iniziano a scendere angosciati per le scale e si accalcano intorno all'ascensore come se al posto del simbolo br ci fosse direttamente il cadavere di Moro.
Questa scena mi è tornata in mente oggi quando, andato all'edicola a comprare il giornale, leggo la locandina del Resto del Carlino che strilla: "Scritta Br sotto casa di  Biagi". Per chi non sta in zona di Bologna, il Carlino da mesi sta creando un clima di paura in città con continui titoli urlati sul terrorismo; comunque, visto che non sono lontanissimo da casa di Biagi, penso bene di andare a dare un'occhiata. Sui muri delle viuzze ricoperti da graffiti di ogni tipo non scorgo scritte politiche antagoniste, tranne una "Terrorista è lo stato", ma figuriamoci se fanno scoppiare un casino per una cosa così, che non è ricollegabile alle Br, non esprime nemmeno solidarietà... ma poco fa vado su Repubblica e scopro che è proprio quella la scritta incriminata, e leggo tutte le reazioni indignate di politici ed altri.
Il problema del terrorismo è serio, e a Bologna ci sono stati di recente episodi molto preoccupanti, come incendi di auto e simili. Ma sinceramente le reazioni intorno a questa scritta mi sembrano eccessive. Anche perché, come fa notare correttamente Repubblica, scritte così sono apparse anche in zone ben lontane, quindi il discorso della provocazione di farla sotto casa di Biagi regge poco. A me, sinceramente, autorità che perdono la calma di fronte a delle scritte sui muri mi preoccupano: cosa faranno, di fronte ad eventuali atti più concreti e gravi? Sono spaventati dal potere simbolico di quelle scritte, ma non sembrano rendersi conto di quanto sia limitato, in realtà. Per dirne una, a Foggia sulla fiancata di una chiesa per anni ha campeggiato una scritta "Curcio libero", ed alcuni anni fa vicino alla mia scuola una mano idiota ha scritto frasi di solidarietà per Nadia Lioce e Mario Galesi. Nessuno scandalo è scoppiato, e a tutt'oggi non mi risulta che a Foggia ci sia una forte attività antagonista in area vicina alle Br...
Un'autorità che ha paura delle scritte è un'autorità che non si fida di sé stessa, che crede (forse perché è vero) di avere le fondamenta deboli. L'ambaradan intorno a questa scritta sul muro non mi sembra un buon auspicio per il futuro, né per la lotta al terrorismo.
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categoria: idee


sabato, 02 giugno 2007

Io

Ebbene sì, tra i candidati alle elezioni per il rinnovo della redazione di Kilombo ci sono anche io. E la domanda che si staranno ponendo (quasi) tutti è: "E questo cu minchia è?"
Ok, era inevitabile. La cosa importante sarebbe spiegare i motivi per cui mi sono candidato, le mie idee per migliorare Kilombo, le mie referenze... ma visto che c'è tempo sino al 9 giugno, inutile dire tutto e subito, e meglio partire dalla base, e cioè dal dire chi sono io.

Nome vero: Angelo. Meridionale. Ho 22 anni (ed eccolo inchiodato alla prima bugia: ne ho 21, anche se per pochi giorni..), studio Scienze politiche all'università di Bologna. Quindi la mia storia politica è per forza di cose ancora abbastanza limitata. Non ho esperienze di militanza, la prima grande mobilitazione a cui ho assistito è stata quella contro l'intervento militare in Kosovo, ma ero troppo piccolo per capirci bene qualcosa.
Anche se non ero lì fisicamente, ho vissuto con profonda partecipazione il G8 di Genova, che per me, come per moltissimi altri della mia generazione, è stato il punto di svolta. Per tutti gli anni del liceo mi sono definito (e mi definirei tutt'ora così) un new-global, e gravitavo intorno all'area dei Disobbedienti. Mi sono allontanato da questa parte del movimento poco tempo dopo essere arrivato a Bologna, quando, in occasione di una manifestazione per la chiusura dei Cpt, i Disobbedienti hanno messo al massimo il volume del loro sound system per impedire il comizio dei sindacati confederali. Quello per me è stato un momento di rottura, perché non trovo accettabile questi metodi per impedire ad altri di esprimersi e, soprattutto, la mentalità delegittimatrice che sta alla base di un simile comportamento (sono gli stessi motivi per cui sono a favore dell'espulsione di KarlettoMarx da Kilombo). Ho sempre votato Rifondazione, anche se sono deluso da Bertinotti, e ora spero in un soggetto unico della sinistra, che se dovesse nascere sarà il primo partito a cui mi iscriverò.
Mi definisco marxista, ma gli eventi che mi hanno influenzato di più hanno ben poco di questa ideologia, in verità: ho guardato con entusiasmo, nel 2001, al movimento popolare in Serbia che ha portato al crollo di Milosevic. Ho ancora il mito del '68, ma non quello francese o italiano, bensì quello di Praga, il sogno di un socialismo diverso da quello sovietico, e anche da quello cinese (a cui non ho mai creduto, complice la lettura di Cigni selvatici di Chang Jung). Sogno una sinistra radicale che sappia superare l'eredità degli anni Settanta, che guardi più ad Alex Langer che a Toni Negri.
Ho partecipato a molte iniziative e campagne politiche negli ultimi anni (alcune presenti anche sul blog). L'esperienza più esaltante rimane la campagna pro-Nichi Vendola. Quella più deprimente le elezioni comunali a Foggia, dove il candidato sostenuto da Rifondazione e Comunisti Italiani l'anno successivo si è riciclato come capogruppo provinciale della destra... Ma la delusione più grande non è stata questa. A Foggia c'è una piazzetta nei pressi del liceo classico, piazza Goppingen, che dal 2002 in poi, complice la scarsa illuminazione, era il punto di ritrovo dei giovani di sinistra di Foggia. Erano gli anni del movimento no-global, avevamo la sede di Rifondazione a due passi (anche se io non ci andavo spesso, gravitavo intorno a Ya Basta!), passavamo le serate a bere e a discutere su massimi e minimi sistemi. Nel 2004 era tutto finito. La sede di Rifondazione era stata chiusa e spostata più in là, la maggior parte dei giovani comunisti aveva lasciato la città per le sedi universitarie, altri erano passati dalla moda alternativa ad altri stili, piazza Goppingen poco alla volta venne colonizzata da fighetti. Rimangono alcuni ricordi adolescenziali e una vaga sensazione di inconsistenza.
Ecco, questa è la mia biografia politica. Adesso che mi conoscete un po' meglio, forse sarete interessati a sapere le mie proposte per Kilombo. Ma come ho già detto, non c'è fretta ;P

p.s. dimenticavo: non credo alle teorie complottistiche sull'11 settembre.
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categoria: persone, kilombo


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