mercoledì, 19 novembre 2008

Informazione

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lunedì, 26 maggio 2008

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lunedì, 14 aprile 2008

Disfatta

Bertinotti ha annunciato che si dimetterà da ogni incarico di partito. Bravo, complimenti per il tempismo: questo sarebbe dovuto succedere nel momento in cui era diventato presidente della Camera. Ripresentarsi come leader della sinistra unita non poteva essere una mossa vincente, lo avevamo previsto in tanti, ci era stato confermato a parole da militanti delusi, e oggi i fatti ci dicono che siamo messi peggio dei comunisti spagnoli e anche dei francesi (il Pcf ha solo l'1,2%, ma gli altri partiti insieme raccattano molto più di quanto abbia preso l'arcobaleno). Si aggiunga l'umiliazione di essere stati quasi raggiunti dalla destra di Storace, mentre la percentuale che ci aspettavamo di prendere è quella raggiunta e superata dalla Lega Nord. Da una disfatta così è difficile riprendersi in condizioni normali, in un contesto europeo in cui la sinistra radicale ha sempre meno spazi può essere addirittura impossibile.

Le speranze di ripresa non sono inesistenti, ma molto labili. Del resto, proprio la Lega ci dimostra che un partito può crollare in pochi anni dal 10 al 4% per poi riuscire a riprendersi. Ma la Lega ha dei vantaggi che la sinistra non ha: un radicamento territoriale molto più forte e sicuro e parole d'ordine semplici e brutali che possono ottenere un consenso vasto. E su questo bisognerebbe ragionare molto, perché è facile dire che al nord prevale l'egoismo e il razzismo, ma è lo stesso nord che un tempo votava in maggioranza a sinistra e che poco alla volta si è spostato su posizioni nettamente diverse: posizioni che vanno criticate con durezza, ma anche comprese, per capire come si può trovare un linguaggio di sinistra nuovo e in grado di fare breccia anche su chi oggi approva le posizioni berlusconiane e leghiste. Se li diamo per irrecuperabili, allora il razzismo e l'egoismo continueranno a proliferare.

Ci si può rialzare? Sull'arco dei cinque anni si rischia la scomparsa, ma le elezioni europee del prossimo anno possono essere una buona occasione per riprendere fiato, a patto di non restare con le mani in mano. Un atto dovuto sarebbe che i dirigenti si dimettessero in blocco: Giordano, Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, e tanti altri. Non che basti un ricambio di leadership, anche perché quali alternative ci sono? Io ho sempre sostenuto Vendola, e non solo io, ma dopo una sconfitta così disastrosa anche il suo appeal esce ridimensionato; questo non gli toglie le sue potenzialità, ma le rende inefficienti. Come sempre in questi casi, si dice che ci vuole una riflessione, e siamo tutti d'accordo, ma che sia pubblica e spietata. Anche perché non è che ci sia tanto tempo da perdere: o si parte da subito con un nuovo progetto per la sinistra unita oppure tanto vale cercare altre strade, dalla politica extraparlamentare all'ingresso nel Pd per condizionarlo da sinistra...

Questo articolo è probabilmente confuso ed incoerente nella forma e un po' anche nei contenuti. Me ne scuso con i lettori, ma era inevitabile, essendo stato scritto sull'onda della delusione e della rabbia. Nei prossimi giorni, impegni permettendo, cercherò di essere più costruttivo nel suggerire qualche idea per un progetto di sinistra

postato da Skeight alle ore 21:43 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: sinistra unita, politiche2008


venerdì, 11 aprile 2008

Pensando al dopo

Tra due giorni si vota. Quali che siano i risultati, delle cose mi piacerebbero:

- che la Sinistra arcobaleno rimanesse unita, e cercasse di intavolare un dialogo fecondo non solo con i socialisti di Boselli, come già si vocifera, ma anche con Sinistra critica e le altre formazioni di sinistra

- che i veri democratici del Pd si attivino per emarginare il più possibile le personalità più retrograde, dalla Binetti a Calearo passando per la Madia e Del Vecchio

- che, se grande coalizione deve essere, che almeno si impegni su cose costruttive come il potenziamento delle ferrovie e delle energie alternative (questo è un pio desiderio, lo so...)

Ma le speranze si avverano se ci si impegna, quindi buon voto a tutti e, per chi si astiene, buona "forma di impegno politico alternativa" ;)

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categoria: politiche2008


mercoledì, 09 aprile 2008

Intervista

Avrei voluto scrivere un post più completo sui motivi per cui voterò Sinistra arcobaleno, ma ora non ce n'è bisogno. Un blogger del Pd, Giusco, mi ha infatti chiesto un'intervista sull'argomento, che io gli ho rilasciato con piacere. Per questo rimando al suo blog, in particolare a questo articolo, per leggere il mio punto di vista.
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categoria: idee, partito democratico, sinistra unita


giovedì, 27 marzo 2008

Veltroni, Veltroni


Dopo l'incredibile video del PD di Milano sulle note di YMCA, ecco una nuova parodia di canzone per Veltroni.
Se i bravi piddini lombardi si sono ispirati alle comunità omosessuali statunitense, facendo venire i conati di vomito a parecchie persone, noi abbiamo voluto invece prendere spunto da un grande del varietà italiano, Ettore Petrolini, con il suo Gastone.

Veltroni, candidato dei padroni
Veltroni
Veltroni
Veltroni, candidi donne a profusione
Ma nelle basse posizioni
Veltroni
Veltroni
Sono sempre sulla pista
Al comune o alle primarie
Perché sono equilibrista
So domar le bestie rare
Vinco tutte le elezioni
Veltroni
Veltroni
Tante
Mi ripetono: Elegante!
Belli,
al  mio posto va Rutelli
Caro,
il mio amico Calearo
si presenta alle elezioni
insieme a Veltroni
Lo distingui più da Berlusconi?
Veltroni
Veltroni

(se volete deliziarvi con un vero artista, ecco il Gastone originale)

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categoria: humour, persone


sabato, 08 marzo 2008

Chi è causa del suo mal...


Alla convention del Pdl che ha aperto la campagna elettorale, Berlusconi ha strappato platealmente il programma del Partito democratico. Un gesto di cafonaggine inaudita, nella migliore tradizione berlusconiana, ma oltre a questo Gennaro Carotenuto si chiede se non sia anche un segno di nervosismo da parte del leader della destra. L'idea in sé non sarebbe da escludere, però è strano che Berlusconi si innervosisca proprio nei giorni in cui tutti gli istituti di sondaggi, da SWG a Euromedia a Demoskopea, segnalano un arresto, seppur lieve, della rimonta del Pd.
Quindi, anche se l'ipotesi del nervosismo per paura di una sconfitta è consolante, credo che non sia questo il motivo del gesto di Berlusconi, ma semplicemente una espressione del suo tipico modo di fare, che per quanto volgare e grossolano riesce a piacere a un buon numero di elettori, che apprezzano il modo di fare da uomo forte. Ai "democratici" piacerà anche pensare che con gesti simili una parte di elettorato moderato (o  di elettori di sinistra scettici nei confronti di Veltroni e compagni) si volgeranno verso il Pd per scongiurare una nuova vittoria di Berlusconi, ma ne dubito: se non è avvenuto nel 2001, e a momenti non avveniva nel 2006, è difficile credere che avverrà ora, dopo che le idee di grande coalizione sono state sdoganate da buona parte del centrosinistra.
Questo episodio, semmai, vale a dimostrare quanto avevo detto in precedenza, e cioè che la decisione del Pd di correre da solo ha mancato l'obiettivo di creare un clima migliore e "moderato" anche nel confronto tra le parti politiche. Il centrodestra, sotto Berlusconi, continua a fare del disprezzo dell'avversario il proprio vessillo, e se otterrà la maggioranza in entrambe le camere si comporterà di conseguenza, esattamente come nel 2001-2006. Se avverrà, i "democratici" non potranno che recriminare contro sé stessi.
postato da Skeight alle ore 20:37 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: varie, persone, partito democratico


domenica, 02 marzo 2008

Domanda su Kilombo

Senza volontà di epurazioni o altra robaccia simile, semplicemente per fare chiarezza: ma se Veltroni nega che il PD sia un partito di sinistra, i blogger che aderiscono al Partito Democratico e approvano questa sua dichiarazione non dovrebbero uscire da un aggregatore che, stando agli articoli 2 e 8 della sua Carta, prevede la condivisione dei valori tradizionali della sinistra come requisito per farne parte?
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categoria: partito democratico, kilombo


mercoledì, 27 febbraio 2008

Verso destra


Anche se la parola d’ordine di Veltroni al momento è “Cambiamento”, sulla falsariga della campagna di Barack Obama negli Usa, l’obiettivo primario del leader del Partito Democratico è quello di presentarsi come una personalità moderata ed affidabile, e anche in questo senso va la decisione di correre quasi da soli, rinunciando all’alleanza con la sinistra radicale. A questa decisione molti attribuiscono un altro effetto positivo, e cioè il rimescolamento del centrodestra, da cui si sono staccati sia Storace che Casini. Sembrerebbe, insomma, che Veltroni stia ripercorrendo il tentativo di Clinton degli anni Novanta, e cioè quello di portare i democratici su posizioni moderate per costringere gli avversari repubblicani a fare altrettanto, in modo che la competizione elettorale diventasse tra due partiti moderati e rispettosi l’uno dell’altro.

Questo in teoria, è noto che, nonostante le due vittorie elettorali (dovute soprattutto al terzo incomodo Ross Perot), Clinton non è riuscito a ricostruire una solida base elettorale per i democratici, e i repubblicani sono tornati al potere nel Congresso prima e alla Casa Bianca poi con un netto spostamento a destra delle loro politiche, prima nell’ambito dell’ordine pubblico e poi con i richiami ai valori della destra religiosa e conservatrice. C’è il rischio che qualcosa di simile avvenga anche in Italia?

La mia sensazione è che stia già avvenendo, e che la decisione di Veltroni, lungi dal tarpare le ali estreme in favore del moderatismo stia portando semplicemente ad un netto spostamento a destra del panorama politico. A cominciare dal Partito Democratico: nonostante alcune candidature simboliche e le dichiarazioni veltroniane sulla precarietà, la maggior parte delle scelte per le liste e le proposte programmatiche rese note sinora dimostrano che il Pd punta nettamente al centro, con l’evidente obiettivo di conquistare l’elettorato moderato (e una parte di elettori berlusconiani, che “valgono doppio” nella competizione), ricorrendo al carisma veltroniano per non rimanere scoperti a sinistra. Questo per quanto riguarda i problemi inerenti l’economia e lo stato sociale, mentre sull’ordine pubblico Veltroni riconferma la sua visione securitaria che rincorre le posizioni di Bossi e Fini, ultima dimostrazione le dichiarazioni demagogiche sulla castrazione chimica per i pedofili.

Nel campo avversario, il distacco sia dell’Udc che della Destra sembrerebbe rendere immobile, da un punto di vista ideologico, la Casa (ora Popolo) delle libertà, ma di fatto non è così. L’abbandono di Storace non spinge verso posizioni più moderate il centrodestra, perché è noto che posizioni estremiste quanto quelle dei neofascisti sono presenti massicciamente nella Lega Nord in materia di immigrazione, sicurezza, protezionismo e proibizionismo, senza contare che personalità estremiste si trovano anche in Forza Italia e, seppure ora meno, in Alleanza Nazionale. Per non parlare poi del disprezzo verso i valori della costituzione e dell’antifascismo che accomunano tutto il centrodestra. Con Storace l’unica cosa che scompare dal Pdl sono i valori della destra sociale, e cioè gli unici elementi “di sinistra” del neofascismo.

Questi sono i motivi per cui parlo di svolta a destra nel panorama politico, nonché i motivi per cui, pur ritenendo Veltroni migliore di Berlusconi, voterò per la Sinistra Arcobaleno, perché ritengo che un simile spostamento ideologico sia pericoloso, non auspicabile, e da contrastare.

postato da Skeight alle ore 19:40 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: idee, partito democratico, politologia


domenica, 10 febbraio 2008

A livello locale

In un post precedente mi auguravo che sinistra e Pd, liberi dalle zavorre di Dini e Mastella, si coalizzassero nuovamente. Non è andata così, Veltroni ha confermato la decisione di affrontare le elezioni da solo, nonostante l'attuale sistema elettorale. La sinistra ha dovuto prenderne atto (anche se il modo in cui ha cercato di far cambiare idea ai democratici è stato abbastanza desolante, sembrava che li stessero implorando), e ora ci si appresta a fare campagne elettorali separate. Di questo se ne parlerà abbondantemente nei prossimi giorni, anche su questo blog, ma ora è su altro che voglio soffermarmi.
Al momento, il centrosinistra nella sua forma decennale governa  in tredici regioni (escludo la Toscana dove Rifondazione è all'opposizione) e in un gran numero di città, capoluoghi e non. Queste esperienze di governo in alcuni casi sono fallimentari (Campania, Calabria), ma in altri sono relativamente soddisfacenti o anche di buon livello, e spesso casi dimostrano che, in presenza di vincoli istituzionali contro i ribaltoni, le coalizioni di centrosinistra riescono ad essere stabili senza per questo essere immobiliste; in alcuni casi coalizioni di centrosinistra hanno anche approvato politiche molto innovative.
Insomma, il centrosinistra, nonostante tutti i suoi innegabili difetti, e la debolezza a livello nazionale, ha comunque creato una tradizione che probabilmente non può essere definita di buongoverno (viste le grandi oscillazioni da un caso all'altro), ma che ha comunque un saldo positivo. Veltroni è intenzionato a disperdere questo patrimonio?
postato da Skeight alle ore 19:57 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: partito democratico, sinistra unita


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